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Business illecito dei rifiuti a Verona documentato dall'inchiesta di Fanpage

Un impianto di riciclaggio di rifiuti veronese è stato al centro della quinta puntata dell'inchiesta giornalistica titolata "Bloody Money" e realizzata grazie alla collaborazione dell'ex boss pentito Nunzio Perrella

Come nelle quattro puntate precedenti, anche le quinta dell'inchiesta giornalistica di Fanpage "Bloody Money" (visibile qui) sul business che ruota attorno al traffico illecito dei rifiuti in Italia ha fatto scalpore. Le anticipazioni hanno generato curiosità per questo capitolo del videoracconto che, attraverso la collaborazione dell'ex boss pentito Nunzio Perrella e di telecamere nascoste, cerca di mostrare dall'interno gli intrecci tra politica, imprenditoria e malavita attorno ai rifiuti.

E curiosità l'ha generata anche nel veronese, in particolare per questa quinta puntata dove Nunzio Perrella è salito al Nord per un affare che vede al centro un impianto di riciclaggio di rifiuti in provincia di Verona. A proporgli l'affare è un trafficante di rifiuti del Sud, Alex, che lo mette in contatto con un personaggio noto come il "ragioniere". Quest'ultimo ha spiegato a Perrella che l'organizzazione criminale di cui fa parte si infiltra all'interno di aziende in crisi che si occupano di rifiuti, in modo da poterne sfruttare i permessi. Il modo con cui si infiltrano è semplice: pagano i debiti dell'imprenditore in difficoltà e in cambio hanno mano libera per i loro affari, di cui l'imprenditore è ignaro. Oltre alle aziende, le organizzazioni criminali prendono anche dei capannoni in cui andranno a stoccare i rifiuti. Una volta riempiti, i capannoni vengono abbandonati nella migliore delle ipotesi, altrimenti vengono bruciati. Il tutto attraverso una rete di prestanome, usati come scudo da coloro che di fatto gestiscono questo business redditizio.

Qualcosa però va storto nell'affare documentato dalle telecamere nascoste di Nunzio Perrella. I capannoni non sono ancora pronti, ma è già arrivato un camion che trasporta rifiuti pericolosi, anche se sulla bolla d'accompagnamento c'è scritto che si tratta di plastica. Il primo tentativo è quello di inviarli in altri siti, ma in ogni caso vengono rispediti a Verona. Il vero proprietario dell'impianto di riciclaggio veronese si accorge della presenza del camion perché la puzza è intensa. L'affare così sfuma, ma per la redazione di Fanpage c'è materiale sufficiente per andare in Procura e denunciare tutto.

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