Polizia arresta banda criminale colpevole di almeno 38 furti in tre regioni

Gli arrestati sono 7 e sono di etnia sinti, anche se residenti da molto tempo in Italia. Colpivano soprattutto nelle auto parcheggiate nei centri commerciali

La Polizia di Stato ha arrestato a Verona sette persone di etnia sinta ma residenti da molto tempo in Italia. Avevano organizzato un gruppo criminale responsabile di numerosi furti su autovetture ed in abitazioni commessi nelle città di Verona, Reggio Emilia, Mantova, Brescia, Modena e Ferrara.

L'operazione ha come nome "Lachi", dal soprannome di uno degli arrestati, E.H. di 37 anni. Con lui sono finiti in carcere C.H. di 36 anni detto Beppe e N.D. di 27 anni. Disposti invece gli arresti domiciliari per C.B. di 27 anni, M.L. di 28 anni, P.L. di 34 anni e S.L. di 23 anni.

L’indagine è nata nella seconda metà del 2014 a seguito di frequenti furti su autovetture compiuti all’interno dei parcheggi di diversi centri commerciali di Verona, tutte con lo stesso modus operandi. È scattata quindi l’attività investigativa della Squadra Mobile scaligera, che ha incrociato i dati presenti nelle numerose denunce ed è riuscita ad individuare alcuni soggetti da tenere sotto osservazione. Gli agenti impiegati in questa attività di indagine hanno eseguito molteplici servizi di controllo dei sospettati, riuscendo ad individuare un gruppo di soggetti di origine sinta, molti di loro legati da vincoli parentali, che dimoravano in provincia di Verona e in quelle di Padova, Venezia, Udine e Milano. E la difficoltà maggiore di questa operazione è stata il comprendere il linguaggio degli indagati, che tra di loro parlavano in lingua sinti.

La polizia ha incrociato i dati raccolti attraverso filmati registrati nei pressi dell’abitazione del gruppo criminale, i movimenti delle auto utilizzate, le intercettazioni telefoniche ed i tabulati telefonici e così ha potuto accertare che la banda aveva colpito 38 volte tra le provincie di Verona, Reggio Emilia, Mantova, Brescia, Modena e Ferrara. Ed è emerso che le singole attività delittuose non sono state occasionali ma sono state il frutto di un’organizzazione composta da 4 componenti imparentati tra loro, impegnati nei furti spesso anche con le altre 3 persone che facevano parte della banda. Per tutti, i furti erano l'unica fonte di guadagno.

Nello specifico gli indagati si appostavano nei parcheggi, soprattutto dei centri commerciali, e dopo aver attentamente individuato il malcapitato, si impossessavano della borsa lasciata all’interno della vettura rompendo il finestrino oppure bucando una ruota e approfittando della disattenzione della vittima, impegnata nella sostituzione dello pneumatico.

Il valore dei beni sottratti dall’intero gruppo criminale, tra cui diversi gioielli, monete d’oro ed orologi di notevole pregio, supererebbe i 150.000 euro.

A dirigere l'operazione è stata la Squadra Mobile di Verona, che ha lavorato insieme agli uomini del Reparto Prevenzione Crimine del Veneto e delle Squadre Mobili di Milano, Venezia, Treviso ed Udine. 

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