Mercoledì, 19 Maggio 2021
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Giornata della Memoria in Civica: per non dimenticare la violenza delle Leggi Razziali

La consigliera comunale incaricata alla Cultura Antonia Pavesi: "Custodire e tramandare la memoria di quei tragici fatti non è solo un doveroso omaggio alla memoria di chi li subì direttamente, ma riguarda tutti noi”

In occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria, è stata consegnata nella mattina di mercoledì 27 gennaio alla Biblioteca Civica una copia della pubblicazione “Le Leggi Razziali nel Foro di Verona” curata dall’Ordine degli Avvocati di Verona. Il volume è stato consegnato dal presidente dell’Ordine degli Avvocati Alessandro Rigoli alla consigliera comunale incaricata alla Cultura Antonia Pavesi. 

Presente Miriam Perbellini Carmi in rappresentanza della Comunità ebraica veronese. “Un lavoro di particolare pregio storico – ha dichiarato la consigliera Pavesi – che, con dovizia di particolari, punta a far riflettere e, soprattutto, a non far dimenticare, la violenza espressa attraverso l’emanazione delle leggi razziali e, per quanto riguarda l’Ordine degli Avvocati, la lesione umana, lavorativa e sociale subita, con la loro applicazione, da alcuni avvocati veronesi che nel 1940 si ritrovarono cancellati dall’ordine perché, come indicato dagli scritti, ‘di razza ebrea’. La consegna della raccolta alla Biblioteca Civica – ha infine ricordato Pavesi – è stata fortemente voluta dall’Ordine degli Avvocati, perché custodire e tramandare la memoria di quei tragici fatti non è solo un doveroso omaggio alla memoria di chi li subì direttamente, ma riguarda tutti noi”.

leggi razziali verona-2

Nella pubblicazione sono raccolti una serie di documenti provenienti dell’archivio dell’Ordine che, con immagini e fatti illustrati, presentano al lettore le modalità con le quali furono applicate le leggi razziali nell’ambito del foro di Verona ed il tipo di accettazione che queste disposizioni ricevettero dall’avvocatura veronese.

La rassegna di documenti, risalenti al periodo tra il 1922 e il 1945, ricorda “l’ignominiosa cancellazione” dall’albo degli avvocati ebrei Emanuele e Virginio Bassani, Vittorio Goldschmiedt, Ruggero Jenna e Giulio Lombroso; inoltre, testimonia come, prima della promulgazione delle leggi razziali, diversi avvocati premettero per l’esclusione dei colleghi ebrei dalla professione.

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