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Ingresso dell'ospedale della donna e del bambino di Verona

Ingresso dell'ospedale della donna e del bambino di Verona

Citrobacter, altre due denunce in Procura per lesioni ed epidemia colpose

Le hanno presentate i genitori di due neonati infettati nell'ospedale della donna e del bambino di Verona. Ed ora le querele su questa vicenda sono sei

Sono salite a sei le denunce contro ignoti depositate in Procura a Verona per la vicenda citrobacter. Le ultime due le ha presentate l'avvocato Guariente Guarienti, per conto dei genitori di due neonati che hanno contratto il batterio nell'ospedale della donna e del bambino. E i reati ipotizzati sono lesioni ed epidemia colpose.

Il contenuto delle denunce è stato riportato su L'Arena da Giampaolo Chavan. Nelle querele viene specificato che i bimbi sono nati prematuri nella struttura di Borgo Trento e sono stati ricoverati nella terapia intensiva neonatale, uno per 15 giorni e l'altro per 28 giorni. Entrambi sono stati infettati dal citrobacter, ma fortunatamente pare che non ne siano rimasti lesi. La certezza però non c'è, perché i bimbi sono ancora piccoli ed eventuali inconvenienti provocati dall'infezione potrebbero manifestarsi nei prossimi anni.
Il batterio killer, infatti, negli ultimi due anni ha ucciso quattro bambini ed ha provocato lesioni gravi in altri nove neonati. Ma le infezioni nell'ospedale di Verona sarebbero state circa centro. Sono quindi tanti i piccoli di cui non è chiara la sorte, nel senso che il citrobacter potrebbe aver provocato in loro delle lesioni che non si possono al momento accertare, oppure potrebbe non aver provocato nulla di serio. Nel dubbio, però, i genitori che hanno presentato queste ultime due querele intendono cautelarsi.

La denuncia, infine, i genitori dei due bimbi definiscono generica la lettera di dimissioni da loro ricevuta. L'ospedale non avrebbe comunicato loro nulla sui vari casi di infezione da citrobacter già accertati. Di tutta la vicenda, i genitori sono venuti a conoscenza solo dai giornali, rimanendo impressionati dalla ricostruzione realizzata durante l'estate dalla commissione ispettiva incaricata dalla Regione Veneto. Ciò che i querelanti (e non solo loro) non capiscono è il motivo che ha spinto l'azienda ospedaliera a chiudere e bonificare il reparto contaminato solo nel giugno scorso, quando già nel 2018 una neonata era morta a causa del citrobacter.

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