Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Citrobacter, Bertucco: «Responsabilità non degli operatori ma del sistema»

Il consigliere comunale e candidato alle elezioni regionali riconosce le professionalità di chi lavora in ospedale: «La sanità veronese e veneta ha molte aree di eccellenza, ma questa del citrobacter non è una vicenda di eccellenza e non può essere messa tra parentesi»

Va bene tenere seperati la vicenda del citrobacter dalla professionalità del personale sanitario impiegato nell'ospedale di Borgo Trento, ma il caso non sia sminuito. È questo il senso dell'intervento di Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune e candidato alle elezioni regionali con Il Veneto che Vogliamo, dopo le prese di posizioni di due sindacati, Nursing Up e Uil, e dei primari dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui). La loro richiesta era sostanzialmente di non scaricare sul personale le responsabilità della diffusione del batterio killer nell'ospedale della donna e del bambino di Verona. Una richiesta ragionevole, per Bertucco, il quale ritiene che la ricostruzione eseguita dalla commissione di indagine della Regione Veneto sia «chiarissima nel focalizzare l'attenzione non tanto sul comportamento dei singoli operatori ma sull'efficienza e sull'efficacia del sistema delle procedure, della trasparenza e della comunicazione che in questa vicenda non ha funzionato a dovere».

Dunque, la battaglia portata avanti da Bertucco e non solo da lui su questa vicinda mira a chiamare «alle responsabilità i vertici del sistema sanitario veronese e veneto che hanno una radice politica. La relazione indica chiaramente che il sistema ha fallito, e non per un caso isolato, ma per decine di casi. La sanità veronese e veneta ha molte aree di eccellenza, ma questa del citrobacter non è una vicenda di eccellenza e non può essere messa tra parentesi».

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