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Assalti ai bancomat, maxi-operazione dei carabinieri e banda sgominata

Ha coinvolto anche Verona l'operazione "Sorgente" condotta dal Nucleo Investigativo di Padova, che ha portato all'esecuzione di 9 misure cautelari

 

Avrebbero assaltato numerosi bancomat presenti in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, utilizzando potenti cariche esplosive artigianali per farli saltare ed appropriarsi del denaro. Una banda che sarebbe stata sgominata con la maxi-operazione "Sorgente" dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova, che hanno portato a termine l'indagine iniziata nel 2019 con il supporto di 100 militari in forza al Comando Provinciale Patavino, tra cui anche le unità antiesplosivo del Nucleo Cinofili di Torreglia e Laives e con il concorso dei Ris di Parma e della sezione Anticrimine di Padova. 

Gli indagati

Le 9 misure cautelari firmate dal Gip del Tribunale di Padova, su richiesta del P.M. che ha coordinato l’indagine, il Sostituto Procuratore Benedetto Roberti, sono state eseguite nelle provincie di Lecce e Venezia, dove tre degli indagati si trovavano in ferie, ed in quelle di Vicenza, Treviso e Verona. Inoltre sono stati eseguiti anche 12 decreti di perquisizione. 
Custodia cautelare in carcere per quattro individui di etnia sinta: Franco Battistutti detto Tote, 52enne; Maich Gabrieli, 43enne; Davide Gabrieli Massaroni detto Dade, 38enne; Samuel Pavan detto Barabba, 49enne. Arresti domiciliari per Jason Gabrieli Massaroni, 24enne anch'esso sinto, mentre sono stati sottoposti a obbligo di dimora nel proprio domicilio dalle ore 21 alle ore 7 altre quattro persone: Maurizio Beltramello, 58enne vicentino; Patrizia Sabbadin, 43enne trevigiano; Denis Zanon, 45enne vicentino; Eddi Salihovic, sinto di 46 anni.
Secondo gli investigatori, i nove indagato avrebbero creato una vera e propria organizzazione con compiti distinti e ben definiti: gli sportelli automatici venivano manomessi utilizzando le cosiddette "marmotte", congegni esplosivi artigianali introdotti nella fessura del bancomat e innescati elettronicamente. L'attività investigativa è stata condotta intercettando le comunicazioni tra gli indagati e sorvegliando a distanza non solo le loro abitazioni ma anche la carrozzeria di Maurizio Beltramello, dove le auto utilizzate per i colpi sarebbero state riparate e cambiate di colore.

Le indagini

Un momento centrale nelle indagini è stata l'individuazione ed il sequestro, in un garage in provincia di Treviso, di un'Audi A6 Avant da 350 cavalli rubata a settembre 2019 a Mirabilandia ad una coppia di turisti tedeschi e "trasformata" da blu a nera opaca, che sarebbe poi stata utilizzata per mettere a segno diversi colpi e nella quale sono stati rinvenuti 6 ordigni esplosivi formati da un chilo e 200 grammi di polvere pirica, una batteria per innescarli, telai in ferro per inserirli negli sportelli e un ariete in ferro artigianale per sfondare le vetrine degli istituti bancari. Sono risultati determinanti in una circostanza anche gli esami biologici svolti dal Ris di Parma sui reperti sequestrati dopo un assalto a un bancomat.
Agli indagati, oltre all'associazione per delinquere, al riciclaggio, alla ricettazione e alla detenzione di materiale esplosivo sono contestati anche il tentato furto del novembre 2019 allo sportello della banca Monte dei Paschi di Siena di Sarmeola di Rubano, del dicembre 2019 allo sportello della filiale della banca Popolare di Puglia e Basilicata di Vicenza e dell'aprile 2019 allo sportello postale di via Sacro Cuore a Padova.

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