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Bambino di 4 anni azzannato dal pastore tedesco di casa: ora è fuori pericolo

Il padre, autotrasportatore di 43 anni, stava dando da mangiare all'animale quando questo è uscito dalla gabbia e si è diretto verso il bimbo, ma questa volta non per farsi coccolare

Da sette anni era il cane di casa e non aveva mai dato segnali preoccupanti, anzi, giocava spesso con il bambino di quattro anni e la sorellina più piccola, ma ieri qualcosa deve essere andato storto e il meticcio pastore tedesco ha azzannato il piccolo. 

L'episodio è avvenuto nel giardino di una casa di via Olmi a Nogara. Il padre, un autotrasportatore di 43 anni, si era recato a dar da mangiare all'animale, ntorno alle 18, nel recinto costruito in giardino sul retro della casa, proprio vicino all'altalena dpve giocano i bambini. Non appena ha potuto, il cane è schizzato fuori dal recinto e si è diretto verso il bambino. Questa volta però, non per farsi coccolare come al solito. Per qualche motivo che risulta tuttora inspiegabile, ha iniziato a sbranarlo al volto e alle spalle, procurandogli in pochi attimi gravi lesioni. 

Il padre è subito corso in difesa del proprio figlio, mentre in giardino si confondevano le urla di dolore del piccolo e di disperazione dei genitori. La coppia è subito corsa al Pronto soccorso dell'ospedale di Legnago, dove il piccolo è stato subito preso in consegna dal personale. I morsi del meticcio pastore tedesco hanno lasciato il segno sul volto e sulla testa del piccolo, tanto da richiedere un immediato intervento chirurgico per chiuderle e scongiurare eventuali conseguenze a orecchie e occhi. Ora si trova nel reparto di pediatria di Borgo Trento, dopo aver passato la prima notte in terapia intensiva in via precauzionale, ma sarebbe comunque fuori pericolo. 

Resta ora da capire cosa abbia indotto il cane, regolarmente tenuto e dotato di microchip, a compiere questa aggressione. Le indagini sono state affidate ai carabinieri di Nogara, che hanno segnalato il fatto al veterinario dell'Ulss 21, che ora dovrà verificare le condizioni in cui veniva tenuto l'animale, che per il momento resta rinchiuso, come dice la legge, sotto "sequestro domiciliare".

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