Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, stuprata e picchiata dall'orco da quando aveva 9 anni

Arrestato il compagno della madre, un marocchino di 40 anni. Dal 2005 la obbligava a toccarlo, a farsi toccare e al sesso orale. Col passare del tempo era arrivato ad un rapporto completo

Obbligata per anni a subire gli abusi più orribili dal compagno della madre. Un incubo che si protraeva dal 2005, per una ragazzina che all'epoca del primo fatto contestato aveva solo 9 anni. L'uomo la toccava, la obbligava a toccarlo e a praticare sesso orale. Poi, col tempo, le richieste si sono fatte sempre più pesanti, fino al rapporto sessuale completo. Ogni giorno era vittima di quell'orco. Le tappava la bocca per evitare che urlasse e ne abusava ripetutamente. Tutto in casa, tra le mura domestiche, fino a tre settimane fa, quando la ragazza, che ora di anni ne ha 17, ha trovato il coraggio di scappare di casa e chiedere ospitalità al suo fidanzato. Poi ha chiamato la polizia, confessando i suoi tremendi ricordi.

La denuncia si è così trasformata in mandato di arresto e il presunto molestatore, un marocchino di 40 anni, è finito in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia. La seconda accusa riguarda anche le violenze subite dalla madre, costretta a sopportare le angherie del compagno manesco. Se non veniva accontentato partivano schiaffi e spintoni. La giovane era trattata alla stregua di una reclusa: non poteva vedere le amiche, doveva comunicare ogni spostamento ed era pedinata. Ovviamente il rapporto con i coetanei di sesso maschile le era vietato: a loro l'uomo non risparmiava minacce e parolacce. La parola "fine" a quei tremendi abusi è stata messa a fine giugno, circa tre settimane fa, come spiega l'Arena. In un impeto di turpe violenza aveva fatto irruzione nel bagno e, girandola per i capelli, l'aveva costretta a praticare del sesso orale. Un ultimo, inimmaginabile, episodio, che poi l'ha spinta a reagire, sollecitata dal suo ragazzo. L'uomo è stato arrestato in provincia di Venezia su richiesta del sostituto procuratore Simona Macciò al giudice per le indagini preliminari Isabella Cesari. L'incubo si presume sia finito per la giovane 17enne. Ma i ricordi delle terribili violenze subite saranno difficili da cancellare. Anche dopo un'eventuale condanna.

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