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(Foto di repertorio)

(Foto di repertorio)

Baby gang, un anno di controlli a Verona per stroncare il fenomeno sul nascere

Durante la commissione sulla sicurezza del consiglio comunale di Verona è stato fatto anche un bilancio del primo quadrimestre di attività della polizia locale per contrastare la criminalità giovanile

Per il suo coraggio, ha ricevuto la medaglia della città di Verona. E per aiutarlo è stata attivata anche una raccolta fondi. Ma l'episodio che ha visto protagonista Michele Dal Forno, il giovane rider sfregiato in volto per aver difeso una conoscente importunata da due adolescenti, ha riacceso i riflettori sul fenomeno delle baby gang e della criminalità giovanile. Un problema affrontato ieri, 26 aprile, dalla commissione sulla sicurezza del consiglio comunale di Verona, in cui è stato fatto anche un bilancio del primo quadrimestre di attività della polizia locale per contrastare proprio le baby gang. Un bilancio che ha permesso di fotografare la mappa delle zone cittadine più a rischio e dove sono stati predisposti servizi mirati da parte degli agenti. Si va dalle più centrali Corte Sgarzerie, Piazza Bra e Piazza San Nicolò, ad alcuni punti dei quartieri limitrofi al centro storico, tra cui i giardini di Via Abba, l'Arsenale, Riva San Lorenzo e il piazzale della stazione. Tutte aree già attenzionate dalla polizia locale, anche grazie a segnalazioni dirette dei cittadini.

Dall'inizio dell'anno, i controlli pressoché quotidiani degli agenti hanno portato ad identificare un importante numero di minori, molto dei quali spesso in situazioni psicofisiche non idonee per aver assunto alcol e droga. Dall'1 gennaio al 20 aprile sono 299 i minorenni identificati sia in centro che in periferia, in particolare nella zona dell’ex Arsenale, Regaste San Zeno, Palazzo della Gran Guardia, zona di Ponte Catena e Piazza Erbe. Molti i controlli nei parchi di Borgo Roma, Borgo Milano e Borgo Venezia, con il supporto delle unità cinofile Axel e Pico.

Alle normali attività, si sono poi aggiunti i servizi dedicati al rilevamento del fenomeno delle baby gang, una realtà che a Verona non ha mai destato preoccupazione, salvo accentuarsi durante la pandemia e in particolare nel periodo di chiusura forzata delle scuole e delle altre attività ricreative e sportive degli adolescenti.
Da gennaio, ai Giardini di Via Abba, sono stati svolti 14 servizi di controllo pomeridiano. Sono stati identificati 51 ragazzi per lo più minorenni ed effettuato un sequestro di sostanza stupefacente ad una minore. All'Arsenale i servizi effettuati sono stati 6, anche in ore serali, con identificazione di 24 ragazzi ed un sequestro di sostanza stupefacente ad un ragazzo appena maggiorenne. A Riva San Lorenzo e Arco dei Gavi, 30 servizi svolti in ore pomeridiane e serali, con l'identificazione di 57 ragazzi di giovane età, sia maggiorenni che minorenni e 6 sequestri di sostanza stupefacente. In Corte Sgarzerie, 5 servizi effettuati in ore serali, identificati 37 ragazzi, sia maggiorenni che minorenni, e 4 sequestri di sostanza stupefacente di cui uno a carico di un minorenne. Alla stazione sono stati poi effettuati numerosi servizi, almeno una volta a settimana, con identificazione di numerosi ragazzi e 19 sequestri di sostanze stupefacenti. Numerosi servizi anche in Piazza Bra, con particolare attenzione alla scalinata della Gran Guardia. E in Piazza San Nicolò, a seguito di segnalazioni di gruppi di ragazzini con gli skateboard, sono stati svolti servizi mirati che hanno portato all’identificazione di 25 ragazzi quasi tutti minorenni.

In parallelo, è proseguito il contrasto alla droga. In questi primi quattro mesi del 2021, la polizia locale di Verona ha segnalato alla Prefettura come assuntori ben 15 minorenni, trovati a consumare droga in pieno giorno. Sono attivi anche controlli con la collaborazione dell’Ufficio provinciale scolastico e di numerosi istituti scolastici.

«Da circa un anno, ovvero dallo scoppiare della pandemia, l'attività a contrasto delle baby gang è stata potenziata con l'introduzione di servizi mirati - ha spiegato alla commissione l'assessore alla sicurezza Marco Padovani - Si tratta di episodi che, spesso, sono figli del disagio causato dall'emergenza sanitaria nelle fasce più giovani della popolazione, con i ragazzi costretti per mesi a casa da scuola e da attività positive come lo sport. Perciò, da un anno a questa parte, abbiamo messo in piedi una serie di servizi mirati per contrastare sul nascere questa tendenza ed evitare che si generi un fenomeno diffuso, che spesso è anche legato all'uso di droga e alcol. L'attività di questo primo quadrimestre del 2021 è la cifra dell'impegno nell'affrontare un tema davvero trasversale, perché coinvolge anche le famiglie, la scuola e tutte le istituzioni preposte».
«Dal settembre 2020 a oggi, tredici sono gli episodi di violenza avvenuti con soggetti minorenni: piccole rapine fra maggiorenni o minorenni e qualche episodio come quello che ha visto coinvolto il giovane rider intervenuto in soccorso di una ragazza in difficoltà con due sedicenni e aggredito al viso - ha aggiunto il prefetto di Verona Donato Cafagna - Rispetto al passato ci troviamo di fronte a un fenomeno nuovo, che senza per questo avere un atteggiamento allarmistico, va esaminato ed è solo attraverso il suo studio noi saremo in grado di approntare le misure necessarie. Chiaro che parliamo di minori, in alcuni casi addirittura di infraquattordicenni, quindi non imputabili. L’approccio di controllo di tale fenomeno è misto, punta a capire quali sono le ragioni che portano a questo disagio e a intervenire sul disagio. E le attività condotte dalle forze dell'ordine vanno in diverse direzioni. Comunque, non registriamo un incremento nell'uso di sostanze alcoliche e di supefacenti. Sono perciò fondamentali le riprese della attività associative e di aggregazione in cui vi sono delle regole, in modo che i ragazzi ritrovino le giuste forme di relazioni. Verona non è un territorio dove esiste una disgregazione sociale e familiare che può favorire lo sviluppo di baby gang come è avvenuto altrove ma dovremo essere capaci di intervenire subito».

Di tutto questo si è discusso nella commissione di ieri, la quale si è conclusa con un battibecco tra il presidente della commissione Andrea Bacciga e la consigliera comunale del Partito Democratico Elisa La Paglia. «Dobbiamo dotarci degli strumenti necessari ad accompagnare la crescita dei nostri giovani approcciandosi a loro non come soggetti fragili o vulnerabili, ma come protagonisti attivi della nostra comunità - ha commentato La Paglia - Blocco Studentesco ha pubblicato su Instagram questo parole: «25 aprile, unico magico giorno in cui certi puzzoni provano ad esistere (fallendo miseramente). Mettetevela via, a Verona non si passeggia». E in Via Mazza, nei pressi della loro sede, si è assistito a diversi episodi di provocazioni, spintoni e offese verso i ragazzi che con l'Anpi andavano a portare i fiori sui luoghi che ricordano la resistenza veronese. Quando in commissione ho chiesto di approfondire le violenze avvenute a Veronetta, il presidente Bacciga ha deciso di chiudere la commissione senza nemmeno lasciarmi terminare l'intervento. Al presidente infatti paiono interessare solo le baby gang composte da italiani di seconda generazione, mentre i giovani violenti veronesi con la camicia non vanno per lui disturbati. Al presidente evidentemente non interessa discutere delle violenze specialmente se compiute da individui appartenenti alla sua cerchia politica, d'altronde non ci si potrebbe aspettare diversamente da chi è a processo per aver fatto il saluto romano in una sede istituzionale come il consiglio comunale disprezzando i valori di una festa nazionale come il 25 Aprile».

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