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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Progetto scuola, nuovo donatori di sangue cercasi

La campagna serve ad affrontare il problema del ricambio generazionale fra i donatori di sangue. Il progetto coinvolge circa 17.000 studenti e 200 istituti

Prosegue il sostegno dalla Provincia al “Progetto Scuola” di Avis e Fidas, lanciato il mese scorso con lo scopo di incoraggiare i giovani a donare il sangue.

La campagna serve ad affrontare il problema del ricambio generazionale fra i donatori di sangue dato l'invecchiamento della popolazione. In seguito alla campagna, i centri trasfusionali della città hanno accolto i giovani che hanno aderito all'iniziativa. Anche oggi ci sono stati altri prelievi, fra cui anche l'assessore alle Politiche giovanili Marco Luciani, che ha fatto la sua prima donazione presso il centro trasfusionale dell'ospedale di Borgo Trento. Insieme a lui, molti studenti delle scuole superiori cittadine.

Il progetto di sensibilizzazione coinvolge circa 17.000 studenti e 200 istituti. Gli studenti delle quinte superiori sono stati seguiti da medici che, oltre a fornire informazioni più specifiche, hanno invitato i ragazzi maggiorenni a donare il sangue. Nel panorama nazionale non esistono progetti paragonabili, questo, infatti, è un esempio unico di cooperazione, partecipazione e durata. L'idea di coinvolgere le scuole e sensibilizzare i giovani è nata 15 anni fa e prosegue ancora oggi ottenendo importanti risultati.

“L'esigenza di sangue è costante e, nonostante Verona sia ai primi posti come numero di volontari, serve un ricambio generazionale anche perché non si può essere donatori oltre i 65 anni – ha ricordato l’assessore Luciani -. C'è la necessità dunque di nuovi donatori e di diffondere la cultura della solidarietà tra i giovani. Anch'io, questa mattina, ho fatto la mia prima donazione. Mi auguro che il mio esempio, ma soprattutto quello contagioso dei ragazzi, possa essere utile insieme alle molte iniziative portate avanti dalle associazioni di donatori per aumentarne il numero. Voglio complimentarmi con il personale del centro trasfusionale, che è bravissimo nel mettere le persone a proprio agio. La sala d'attesa era piena di studenti delle superiori: un segnale bellissimo e incoraggiante”.
 

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