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Aviaria, contagi a San Pietro di Morubio e Cerea. Coldiretti chiede indennizzi

L'associazione del settore primario si è rivolta alla Regione, intanto continuano gli abbattimenti di volatili che ormai viaggiano sull'ordine delle decine di migliaia a settimana

Hanno ormai preso purtroppo una cadenza settimanale le scoperte di focolai di aviaria in provincia di Verona, con abbattimenti nell'ordine delle decine di migliaia ogni sette giorni. Agli ultimi casi di Cologna, Angiari e Ronco all'Adige hanno fatto seguito nei giorni scorsi altri contagi all'interno di tre allevamenti veronesi, due a San Pietro di Morubio e uno a Cerea.

A Cerea il numero di abbattimenti di tacchini non supera le 3.000 unità. Tante, ma comunque un numero inferiore rispetto alle due strutture di via Fossalta a San Pietro di Morubio dove il sindaco Corrado Vincenzi ha ordinato l'eliminazione di 10.700 tacchini maschi da carne nell'allevamento di Franco Fraccaro e di 6.400 tacchini maschi da carne nell'allevamento di Nicola Fraccaro.

Per provare ad arginare il contagio la Regione Veneto produce ordinanze per istituire zone di protezione o di sorveglianza nei territori limitrofi ai focolai e attua misure pracauzionali per evitare che dopo gli abbattimenti possa sorgere di nuovo il problema. Tra queste misure quella più pesante per gli allevatori è il divieto di avviare un nuovo ciclo produttivo. A segnalarlo è la Coldiretti regionale che ha scritto alla Regione chiedendo indennizzi per gli allevatori colpiti dall'aviaria.

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