Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca San Martino Buon Albergo / Piazza del Popolo

Il sindaco Avesani si appella al prefetto per combattere la ludopatia

Si tratta della dipendenza da gioco d'azzardo che, a causa delle numerose sale slot aperte, sta dilagando tra la popolazione, mettendo in allerta anche il primo cittadino di San Martino

Sono in aumento a San Martino Buon Albergo i casi di ludopatia, ovvero la dipendenza dal gioco d’azzardo, in particolare per quanto riguarda le slot machine. A seguito dell’apertura di nuove videolottery in paese, l’amministrazione comunale ha lanciato un grido d’allarme, inviando una lettera al questore e al prefetto di Verona, che il sindaco Valerio Avesani ha letto martedì sera in Consiglio comunale. La missiva ha trovato l’appoggio dei consiglieri di opposizione, che si sono detti concordi riguardo alla gravità del problema.

IL PROBLEMA -La febbre del gioco d’azzardo è un fenomeno ormai dilagante e sta assumendo sempre più contorni di rilevanza sociale”, scrive il primo cittadino. “A causa della liberalizzazione selvaggia di queste attività noi sindaci ci troviamo in una situazione grave, legata alla salute dei cittadini e all’ordine pubblico, senza la possibilità di intervenire”, continua la missiva. Quindi l’appello, con la richiesta di “adottare tutta la accortezza necessaria circa il rilascio di nuove autorizzazioni vista la posizione assunta dall’amministrazione comunale in materia”.

LE ATTIVITA' - Secondo il vicesindaco Franco De Santi, che ha sensibilizzato la giunta comunale sul tema, “sono sotto gli occhi di tutti le nuove sale da gioco aperte in centro al paese. La nostra non è una crociata contro la singola attività, ma vogliamo informare le autorità nella speranza che questo trend venga fermato”. Sono già numerose le famiglie che si sono rivolte all’Istituto Servizi al Cittadino per segnalare casi di ludopatia, in cerca di aiuto anche economico.

LA PATOLOGIA - “La ludopatia è entrata nell’elenco delle patologie con il recente decreto del ministro della Salute Renato Balduzzi. A seguito dell’introduzione della nuova normativa, l’Ulss 20 si è attivata creando un servizio ad hoc”, continua De Santi. L’amministrazione comunale nel frattempo, come conferma l’assessore ai Servizi sociali Anna Damasconi, “ha contattato il Centro delle Dipendenze dell’Ulss 20, per organizzare alcuni incontri sul tema, dando sostegno psicologico alle famiglie interessate, e abbiamo ricevuto la piena disponibilità”.

GLI INCONTRI - Il Comune intanto sta effettuando dei sopralluoghi al fine di accertare la legittimità di queste aperture. “Si tratta ormai di un problema sociale e come tale – afferma De Santi – va affrontato a monte, limitando per quanto possibile la concessione di nuove autorizzazioni. Intanto, come amministrazione comunale, cercheremo di fare informazione nel nostro paese per cercare di arginare questa piaga che rischia di mettere ulteriormente in difficoltà sempre più famiglie”.

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