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Cronaca Borgo Trento / Via Francesco Anzani

L'autopsia su Anna Maria Squarza: la 91enne è stata lasciata morire

La donna è stata ritrovata sul suo letto settimane dopo il decesso ad Aprica, in Valtellina, dove da Verona si era trasferita insieme al marito e al figlio

Lei, che non poteva badare a sé stessa, è stata abbandonata fino al decesso, avvenuto settimane prima del ritrovamento del cadavere. È morta così la 91enne veronese Anna Maria Squarza. Lo ha stabilito l'autopsia eseguita ieri, 17 aprile, e disposta dalla procura di Sondrio nell'ambito dell'inchiesta nata dalla scoperta fatta venerdì scorso dai carabinieri lombardi.

Nonostante le resistenze del figlio della donna, il 60enne Antonio Monticelli, i militari sono riusciti ad entrare nell'appartamento in cui la famiglia Monticelli si era trasferita dai tempi della pandemia. Anna Maria Squarza, il marito Giorgio Monticelli ed il figlio Antonio avevano vissuto a lungo a Verona, nel quartiere di Borgo Trento, ma da qualche anno si erano trasferiti ad Aprica, una località della Valtellina, in una casa presa in affitto. In quell'abitazione, Anna Maria Squarza era morta da settimane prima che i carabinieri trovassero il suo cadavere disteso nel letto. E vicino alla donna, i militari hanno trovato il marito 90enne, denutrito e con una gamba in cancrena.

Giorgio Monticelli è stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni e la gamba gli è stata amputata dai medici. Il figlio Antonio Monticelli è stato invece ricoverato in psichiatria all'ospedale di Sondrio, con due ipotesi di reato che ora potrebbero cambiare. Il 60enne è stato infatti indagato per occultamento di cadavere e abbandono di persone incapaci, ma è sempre più concreto ormai il sospetto che sia lui il responsabile della morte della madre. I risultati dell'autopsia, riportati da SondrioToday, hanno confermato che l'anziana era morta da settimane. Sul suo corpo non sono stati trovati segni o ferite che possano indicare una violenza subita. E il decesso è avvenuto a causa dell'incuria e dello stato d'abbandono patiti dalla donna, la quale non era autosufficiente.

A questo punto potrebbero dunque aggravarsi le accuse a Giorgio Monticelli, il quale si era inizialmente difeso dicendo di essere stato costretto dal padre a nascondere la situazione.

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