Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Auto con targa straniera: arrivano controlli più serrati e sanzioni

La modifica apportata al Codice della Strada ora impone il divieto per chi risiede in Italia da oltre 60 giorni di circolare sul territorio nazionale con un veicolo immatricolato all'estero

In arrivo controlli serrati e sanzioni più severe da parte della Polizia municipale per chi circola con veicoli muniti di targa estera, ma risiede in Italia (residenza anagrafica) da oltre 60 giorni.
L'obiettivo del provvedimento è quello di limitare il fenomeno della cosiddetta "esterovestizione" e ostacolare coloro che con l'espediente della targa estera eludono il fisco, non pagano il bollo né l’assicurazione e nemmeno eventuali sanzioni.
Sino ad ora a chi risiede in Italia viene data la possibilità di circolare su un'auto con targa straniera per un periodo non superiore a 12 mesi.
Superato l'anno l'automobilista avrebbe l'obbligo di reimmatricolare il veicolo nel nostro paese, pena una lieve sanzione pecuniaria, nel caso in cui fosse fermato per tre volte nell’arco di sei mesi (quindi molto improbabile).
In tal modo fra i nostri connazionali si è estesa la pratica di acquistare auto di lusso all’estero per non pagare il superbollo e le eventuali sanzioni, mentre cittadini con permesso di soggiorno continuano ad usare auto immatricolate nei loro paesi d'origine, rendendo difficoltoso alla nostra pubblica amministrazione notificare provvedimenti e sanzioni.
Anche stranieri irregolari usano questo stratagemma, ma per rendersi meno identificabili.

Le nuove norme

La modifica degli artt. 93 e 132 del Codice della Strada ora impone il divieto per chi risiede in Italia da oltre 60 giorni (a partire dal 4 dicembre 2018, data di entrata in vigore della legge) di circolare sul territorio nazionale con veicoli muniti di targa estera.
Le deroghe sono ammesse per l’utilizzo di veicoli con targa estera in leasing o in locazione senza conducente solo se la ditta proprietaria ha la propria sede in un altro stato UE (o entro lo Spazio Economico Europeo) senza avere una sede secondaria in Italia.
I conducenti di tali veicoli (dipendenti o collaboratori) dovranno però essere muniti di un documento avente data certa e redatto in una delle lingue della Comunità Europea, che attesti la durata della disponibilità del veicolo ed i dati completi del soggetto abilitato alla guida, nonché natura e durata del rapporto di lavoro.
Occorre sottolineare che della violazione alle norme descritte risponde non solo il proprietario con sede in altro stato UE, ma pure il soggetto che a qualunque titolo ha la disponibilità del veicolo.

Le sanzioni 

Per i trasgressori è previsto il ritiro del documento di circolazione, con il pagamento di una sanzione amministrativa di 712 euro (ridotta a 498,40 euro se pagata entro 5 giorni).
La regolarizzazione dovrà avvenire entro 180 giorni, tempo nel quale il veicolo sarà tenuto in deposito.
Scaduto il termine di 6 mesi senza reimmatricolazione o richiesta del foglio di via per l’estero, scatterà poi la confisca del veicolo.

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