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Evasione e false immatricolazioni di auto di lusso: 25 casi nel Veronese

L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Pordenone e la Polizia Stradale di Udine ha coinvolto diverse regioni d'Italia, portando all'arresto di tre persone

 

La Guardia di Finanza di Pordenone e la Polizia Stradale di Udine – Sottosezione di Palmanova, su delega della Procura della Repubblica di Udine, hanno eseguito 5 provvedimenti restrittivi della libertà personale e un sequestro per equivalente per oltre 5 milioni di euro nei confronti di membri di un sodalizio criminale operante in tutto il territorio nazionale, nella vendita di veicoli pregiati di provenienza tedesca (Porsche, Mercedes, Audi, Bmw e altri).

L’operazione Cars Lifiting trae origine da un sequestro per contrabbando doganale, effettuato a Pordenone, di una Rolls Royce Phantom II intestata ad una società con sede in Svizzera; i successivi approfondimenti investigativi avrebbero consentito alle forze dell'ordine di individuare una struttura organizzata che operava (per il tramite di società con sedi legali fittizie a Roma e Palermo) nella promozione e vendita in tutta Italia di auto di alta gamma, attraverso noti siti internet specializzati.

Le indagini, durate quasi un biennio e condotte anche tramite intercettazioni telefoniche, avrebbero permesso di scoprire che tali operazioni commerciali erano attuate nella più totale inosservanza degli obblighi tributari, per i quali sono stati quantificati, in 4 anni, ricavi non contabilizzati fiscalmente per oltre 30.572.000 euro (di cui 5.400.000 euro di IVA).

Il meccanismo evasivo, secondo gli investigatori, vedeva i redditi evasi strumentalmente allocati in capo a società schermo, esistenti più da un punto di vista formale che imprenditoriale, intestate a prestanomi, del tutto incapienti ad eventuali pretese di risarcimento dell’amministrazione finanziaria.

Inoltre, anche grazie ad alcune agenzie di pratiche automobilistiche colluse, la struttura criminale sarebbe riuscita, presso alcuni uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri, a sottrarsi alle disposizioni di legge antievasive, che non consentono l’immatricolazione di veicoli usati di provenienza comunitaria (e quindi il rilascio dei libretti di circolazione e delle targhe) senza il preventivo assolvimento degli obblighi di versamento dell’Iva. In tali occasioni le immatricolazioni sarebbero state attuate con modalità truffaldine, mediante la presentazione di documentazione falsa e la firma contraffatta degli ignari soggetti acquirenti.

Per 635 autovetture fraudolentemente immatricolate (avvenute presso gli uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri di Palermo, Roma, Latina e Treviso) è stato disposto, dalla Procura della Repubblica di Udine, il sequestro delle carte di circolazione in relazione ai reati di falsità materiale e ideologica commessa per induzione dai Pubblici Ufficiali preposti che avevano erroneamente provveduto al loro rilascio in assenza dei requisiti di legge, sulla scorta della documentazione falsificata esibitagli.

Ancora, le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Stradale avrebbero rilevato altre attività criminose celate nelle operazioni di vendita: i mezzi commercializzati risultavano subire sistematicamente una riduzione del chilometraggio (dal 50% al 70% di quello reale) agendo sul software e sulle centraline elettroniche dei mezzi; le manomissioni avvenivano presso due autofficine, ubicate a Padova e nella provincia di Treviso, asservite all’associazione criminale.

Non solo, sarebbe stato accertato, in contesti non episodici, il perfezionamento di operazioni di vendita correlate all’incasso di anticipi e, talvolta, dell’intero corrispettivo (anche per 30/40 mila euro), senza poi provvedere alla consegna dell’auto, spesso avviando plurime trattative per la cessione del medesimo autoveicolo con più acquirenti. In aggiunta alle evasioni fiscali sono stati, quindi, quantificati ulteriori introiti illeciti per 2.150.000 euro attinenti versamenti corrisposti dagli acquirenti per “vendite” di autoveicoli, invero, mai concluse.

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Malgrado le descritte truffe ed evasioni fiscali, le operazioni commerciali dell’organizzazione criminale (canalizzate attraverso noti e importanti siti internet specializzati nell’intermediazione di autoveicoli - risultati del tutto ignari dei reati), godevano, tuttavia, di notevole popolarità ed attrattiva, tenuto conto dei prezzi estremamente competitivi offerti, in quanto motivati sia dalla truffaldina riduzione dell’anzianità chilometrica delle auto (che artificiosamente ne elevava il valore economico delle stesse) che dal seriale risparmio del versamento dell’Iva dovuta all’Erario.

Risultano stati identificati 835 soggetti acquirenti le autovetture, residenti in svariate Regioni del territorio nazionale, di cui 128 hanno già prodotto formale querela all’autorità giudiziaria per le truffe subite. Di questi, 210 risultano essere veneti, per un controvalore dei veicoli di quasi 8 milioni di euro. Nello specifico, nella zona Veronese sono stati individuati 25 veicoli, per un corrispettivo superiore ai 900 mila euro. 

Attualmente sono 18 gli individui indagati dalla Procura della Repubblica di Udine per reati di associazione a delinquere, fiscali, truffa e falso materiale e ideologico.

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Udine, sulla scorta delle evidenze investigative, ha emesso provvedimenti di arresto nei confronti di tre soggetti (residenti a Pordenone, Anzio e Nettuno) posizionati ai vertici dell’associazione, mentre nei confronti di ulteriori due, principali gregari del sodalizio, sono stati emessi altrettanti provvedimenti di “obbligo di dimora” nel comune di residenza.

Il Gip ha emesso, inoltre, un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente per complessivi euro 5.168.000 euro eseguito su beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie degli indagati.

Su delega della Procura della Repubblica di Udine sono state condotte perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di altri 13 soggetti coinvolti a vario titolo nell’organizzazione, tra i quali i titolari delle agenzie di pratiche automobilistiche utilizzate per le fraudolente immatricolazioni dei veicoli e delle officine dove gli stessi venivano schilometrati prima della vendita.

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