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I carabinieri di Villafranca

I carabinieri di Villafranca

Auto fermata, scatta il controllo: spuntano 3 pistole e oltre un etto di cocaina

Il mezzo era stato segnalato da diversi residenti sul confine tra Mantova e Verona, così quando lo hanno fermato i carabinieri hanno dato il via alle verifiche, che si sono spinte fino alla sua abitazione

Sono stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Villafranca di Verona, insieme ai colleghi di Mantova, a trarre in arresto nella serata del agosto un uomo di origini albanesi, B.A. classe 1985, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione illegale di arma da guerra, di arma comune da sparo e di arma clandestina.

L'uomo si trovava al volante di un'utilitaria, che più volte era stata notata aggirarsi con fare sospetto nella provincia veronese, al punto che il 112 avrebbe ricevuto numerose segnalazioni da cittadini residenti sul confine lombardo-veneto. I militari hanno fermato l'auto in sicurezza mentre percorreva il centro di Mantova, con il guidatore che fin da subito si sarebbe mostrato nervoso ma collaborativo. Nel corso delle verifiche, le forze dell'ordine avrebbero trovato l'uomo in possesso di un involucro in cellophane contenente oltre 100 grammi di cocaina. Da lì sono scattate le perquisizioni del veicolo e dell'abitazione, che hanno permesso di trovare tre pistole con le relative munizioni: una pistola Tocarev di fabbricazione russa senza matricola (catalogata come "arma da guerra"); una pistola Glock risultata il frutto di furto perpetrato in un'abitazione a Valeggio nel gennaio di quest'anno; un revolver artigianale privo di matricola (classificata quindi come “arma clandestina”).
Inizialmente il cittadino stranieri avrebbe fornito agli investigatori una versione di “comodo”, giudicata priva di riscontri e del tutto inattendibile, per poi ritrattare e confessare, assumendosi la responsabilità dei reati contestati. Arrestato e condotto nella casa circondariale di Mantova, lunedì il Gip del tribunale lombardo ha convalidato il provvedimento e disposto la misura cautelare del carcere. 

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