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Amianto abbandonato e rifiuti bruciati. Crescono i reati ambientali nel veronese

Dall'inizio dell'anno sono 29 le persone indagate per reati connessi allo smaltimento illecito di rifiuti. E le indagini della Polizia stradale non si fermeranno

Smaltire i rifiuti costa e il margine che si ottiene attraverso lo smaltimento illecito è allettante non solo per la criminalità organizzata. Se a questo ci aggiungiamo una sensibilità su questo tema non così diffusa tra i cittadini come si crede, otteniamo una crescita di reati ambientali nel veronese, un'escalation.

E proprio escalation è il nome dell'operazione della Polizia Stradale di Verona che da gennaio a maggio ha portato al sequestro di 4 aziende, di cui tre totalmente e una parzialmente, con 29 persone indagate per vari reati ambientali. Sequestrati anche: tre autocarri per il trasporto dei rifiuti senza autorizzazione, un impianto di gestione di rifiuti abusivo, tre aree industriali dismesse e cinque aree a destinazione agricola, cimiteriale o produttiva; tre autofficine e un'autodemolizione abusive, mentre altre due autodemolizioni operavano in maniera difforme da quanto autorizzato. In totale fanno 180.000 tonnellate di rifiuti sequestrati, tra cui anche rifiuti speciali, e 45.000 euro di sanzioni amministrative (altre arriveranno dopo i procedimenti penali).

Si parla di centinaia di migliaia di metri quadrati del territorio provinciale in cui i rifiuti venivano smaltiti in modo del tutto irregolare, procurando un doppio danno alla collettività: quello ambientale riguardante l'inquinamento dei terreni e delle falde e quello economico che riguarderà la bonifica di questi terreni. Casi diversi che però testimoniano quanto il problema sia diffuso, anche perché i danni che questi illeciti creano non vengono subito percepiti dalla popolazione e vengono sottovalutati o del tutto ignorati dai responsabili.

Finora 10 i Comuni interessati dai sequestri: Sona, Bussolengo, Pescantina, Cerea, San Bonifacio, Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Belfiore, Verona e Villafranca. Gli illeciti sono di natura diversa e sono sia civili che penali. In un'area industriale di Belfiore, ad esempio, i rifiuti venivano bruciati, mentre a Pescantina ad essere bruciate erano le bare dei defunti esumati. A Bosco di Sona si è dovuto procedere al sequestro di un'area fortemente inquinata da amianto vicino alla Statale 11, mentre in un'altra zona, a Castelnuovo del Garda, barili pieni di idrocarburi venivano lasciati abbandonati, con il contenuto che, una volta fuoriuscito, ha inquinato il terreno. E lo smaltimento illecito riguardava anche vecchie automobili, camion e autobus, a cui non venivano tolte le parti ritenute rifiuto speciale. 

Per contrastare questo tipo di reati, la Polizia Stradale continuerà le sue indagini, anche se ora è in arrivo l'estate e quindi l'attenzione degli agenti si deve necessariamente concentrare sulle strade, dove all'aumento di traffico deve corrispondere un aumento dei controlli per garantire la sicurezza di tutti.

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