Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Bussolengo / Piazza Nuova

Sale slot in provincia, tra ludopatia che avanza e macchinette non autorizzate

Per il Centro dipendenze dell'Ulss 22, un quarto dei ludopatici sono della Valpolicella. E a Bussolengo, computer accesi fuori dall'orario consentito per chi non sa smettere di giocare

Che la si chiami ludopatia o che la si chiami Gap (gioco d'azzardo patologico), si parla sempre dello stesso problema. Un problema in espansione a Verona, come in provincia. I dati del Centro dipendenze dell'Ulss 22 mostrano che negli ultimi anni un quarto dei pazienti in cura per la ludopatia sia della Valpolicella. Ma la stima più preoccupante riguarda il sommerso, cioè quei giocatori patologici che non sanno o non vogliono ammettere di avere un problema, che per il Centro dipendenze sono il 90% dei ludopatici.

Le soluzioni a questo problema si assomigliano. Ci sono Comuni che offrono agevolazioni fiscali e altri, come ad esempio il Comune di Verona, che limitano l'orario di accensione delle macchinette mangiasoldi. E proprio in questa direzione pare che s'indirizzino i Comuni della Valpolicella, nonostante alcuni pareri contrari, come ad esempio quello dell'Istituto Milton.

Il rischio, secondo i contrari alla limitazione degli orari delle slot machine, è che possa proliferare il gioco d'azzardo incontrollato. In pratica, quando le macchinette si spengono, si accendono dei computer non autorizzati, come accaduto a Bussolengo. La denuncia arriva da Massimiliano Pucci, presidente di Astro e vicepresidente di Confindustria gioco, che in una lettera aperta inviata proprio al sindaco di Bussolengo rileva la presenza di "una postazione di accesso a servizi internet che permettono di far giocare a soldi e per soldi, web-slot comprese, i clienti di un bar".

Sottolinea ancora Pucci: "Queste postazioni non rispondono al controllo, alle limitazioni e alle verifiche delle Autorità e possono impoverire il giocatore attraverso puntate tendenzialmente illimitate e la possibilità di vincite non verificabili". Massimiliano Pucci auspica che il Comune di Bussolengo avvii il confronto con le imprese del territorio per pianificare "una metodologia distributiva del gioco legale conforme ai parametri socio-sanitari".

Nel frattempo, in Comune si dicono pronti a prendere provvedimenti: "I controlli nei locali stanno iniziando - ha detto il comandante della Polizia Municipale, Enrico Bartolomei - e oltre al rispetto dell’orario, verificheremo la presenza di ogni apparecchiatura non autorizzata".

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