Su Atv in Comune passa la linea del 2012, ma fioccano le polemiche

Con 20 voti favorevoli, 2 contrari ed 1 astenuto, il Consiglio comunale ha approvato l'atto di indirizzo per le modalità di affidamento del servizio di trasporto pubblico, ma in merito a questa decisione non mancano in modo trasversale pareri molto contrastanti

È stato approvato dal Consiglio comunale nella serata di ieri giovedì 23 giugno, con 20 voti favorevoli, 2 contrari ed 1 astenuto, l’atto di indirizzo per le modalità di affidamento del servizio di trasporto pubblico, ai sensi dell’art. 5 comma 2 della convenzione tra la Provincia di Verona ed i Comuni di Verona e Legnago. “La scelta della Provincia – sottolinea l’assessore alle Aziende partecipate Enrico Toffali – per un affidamento diretto del servizio all’attuale gestore Atv, con conversione in società in house, è irrispettosa rispetto alla situazione attuale e mette in forte rischio la gestione futura dell’azienda di trasporto pubblico locale".

"La linea sostenuta dall’Amministrazione comunale - ha poi proseguito l'assessore - non è solamente corretta ma rappresenta l’unica possibilità realizzabile. Per tanto, il documento va oggi a confermare l’indirizzo già espresso a febbraio 2012 relativamente all’espletamento di una procedura di gara aperta per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale del bacino territoriale di Verona, che: pone a base di gara l’attuale servizio di trasporto; prevede, nel rispetto della normativa vigente, la clausola sociale di garanzia occupazionale per il personale adibito dall’attuale gestore del servizio; impegna, alla scadenza con la fine dell’anno dell’affidamento emergenziale, all’avvio di ogni azione utile a garantire la continuità del servizio di trasporto pubblico per il tempo strettamente necessario per il perfezionamento delle procedure di gara”.

In merito all'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale non si è fatto attendere il commento secco da parte del Segretario provinciale della Lega Nord Paolo Paternoster che ha espresso tutto il suo dissenso sulle soluzioni prospettate sia dal Comune di Verona che dalla Provincia. “Non si capisce per quale motivo questi due Enti vogliano, ma soprattutto possano, decidere ora la sorte di una azienda storica come ATV e il conseguente destino di 1000 lavoratori, con le rispettive famiglie. Comune di Verona e Provincia di Verona – commenta Paternoster - sono soci ATV, pari quota, questo è vero, ma entrambi sono a fine mandato. Il Comune di Verona finirà il proprio mandato presumibilmente nel Maggio del 2017, 4 mesi dopo la scadenza del servizio di affidamento ATV (31.12.2106), mentre il Consiglio provinciale terminerà il proprio mandato addirittura due mesi prima (31.10.2016)”. Paternoster ha poi dichiarato di ritenere del tutto inopportuno che i due enti pubblici, i quali nell'ultimo periodo del loro mandato dovrebbero svolgere solo pratiche di ordinaria amministrazione, “vogliano decidere le sorti e il futuro di una azienda così importante, con un numero di dipendenti cosi elevato”.

Scetticismo dopo la decisione presa ieri sera, è emerso anche da parte del capogruppo Pd Michele Bertucco: “In relazione a questa scelta gestionale quello che preoccupa di più è lo scontro istituzionale in atto oggi tra la Provincia ed il Comune, che sono comproprietari al 50 per cento di Atv. Una situazione che pone molti dubbi sulle future capacità gestionali del sistema di trasporto urbano, in particolare quando ci si sofferma ad esaminare l’effettiva fattibilità di realizzazione ed entrata in servizio della filovia urbana. È chiaro che il filobus, per le tante incertezze presenti oggi nel progetto, non potrà essere parte del bando di gara o tenuto in seria considerazione come soluzione di trasporto futura”.

Ma la perplessità aleggia anche in molte altre aree politiche, così come testimoniano le parole del consigliere del Gruppo Misto Alberto Zelger: “Siamo al limite della legittimità, si tratta di una prova di forza che non risolve nulla e che, probabilmente, tra qualche mese porterà comunque ad una situazione di stallo. Meglio trovare un compromesso con la Provincia riaprendo il dialogo per un fattivo accordo tra i comproprietari”.

Contrarietà è stata espressa anche dal consigliere Movimento 5 stelle Riccardo Saurini: “Questo documento non convince su molti punti e non garantisce un’effettiva fattibilità di quanto predisporrà per la futura gestione del trasporto pubblico locale”. Infine, per il capogruppo di Fratelli d’Italia Ciro Maschio “il percorso con il quale si è giunti a questo risultato non è condivisibile. Si tratta di un’operazione gestita malamente che, in qualche modo, l’Amministrazione riuscirà ad approvare solo grazie al supporto di una parte dell’opposizione”.

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