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Foto generica di repertorio

Foto generica di repertorio

Atti sessuali sadomaso con una 15enne, geometra veronese a processo

Per quasi un anno, l'uomo ha fatto sesso con la figlia dei suoi vicini di casa, i quali si sono costituiti parte civile. Tra l'imputato e l'adolescente anche un fitto scambio di messaggini, anche 20mila in un mese

Un vicenda dai connotati torbidi è stata affrontata ieri, 24 marzo, nel tribunale di Verona. Un veronese 57enne è stato accusato di atti sessuali su minore ed il processo a suo carico inizierà il prossimo 18 luglio. La minore con cui l'uomo ha fatto sesso è la figlia dei suoi vicini di casa, i quali si sono costituiti parte civile. La ragazzina è una 15enne e con lei l'imputato ha consumato diversi rapporti sessuali tra l'agosto 2018 ed il giugno 2019. I rapporti sessuali sarebbero stati completi e anche di tipo sadomasochistico, perché pare che l'accusato abbia legato, bendato e imbavagliato la ragazzina durante questi rapporti. Una relazione segreta, la loro, ma molto intensa, visto che i due si sarebbero scambiati anche 20mila messaggi in un mese tramite smartphone. Una relazione interrotta dalla madre di lei che, scoprendo cosa era successo, ha sporto denuncia in questura.

La vicenda è stata descritta da Laura Tedesco sul Corriere di Verona. L'imputato è un geometra che non ha mai avuto problemi con la giustizia. Secondo l'accusa, avrebbe sfruttato la propria posizione per plagiare la 15enne, convincendola a fare sesso con lui. Rapporti mai consumati con la forza o con la violenza, ma apparentemente consenzienti. L'accusato avrebbe approfittato della separazione dei genitori dell'adolescente per ottenere la sua fiducia. Fiducia che anche la madre ed il padre della 15enne riponevano in lui. L'ultracinquantenne geometra avrebbe supportato la ragazzina in un periodo di fragilità ed in questo modo sarebbe riuscito poi a spingerla ad avere rapporti sessuali con lui. Rapporti che sarebbero potuti essere anche a tre, perché l'uomo avrebbe anche istigato la 15enne a coinvolgere una sua amica coetanea.
L'avvocato difensore ha insistito sul fatto che i rapporti, mai negati dal suo assistito, sarebbero stati sempre consenzienti ed ha assicurato che la verità emergerà durante il processo, una verità diversa dalla ricostruzione fatta dall'accusa.

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