Vuole estorcerle 1.000 euro, atti intimidatori contro la madre. Arrestato

La donna lavora come badante a Brenzone. Il figlio è un trentenne pregiudicato ed è stato fermato dai carabinieri di Malcesine

Carabinieri di Malcesine

Un trentenne pregiudicato, marocchino di origine e da tempo residente in Italia, è stato arrestato dai carabinieri di Malcesine per estorsione ed atti intimidatori nei confronti della propria madre.

Le iniziali del nome della donna sono Y.Z.. È una 64enne che risiede a Brenzone sul Garda dove lavora come badante. Y.Z. si era rivolta ai carabinieri già a Gennaio, segnalando che il figlio, M.M. le sue iniziali, era rientrato dal Marocco più turbolento del solito. Il ragazzo, in passato, era stato, in custodia a Nogara, nella Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) dove sono trattenuti gli autori di reato con problemi psichiatrici.
In particolare, la donna aveva cominciato a segnalare soprusi e minacce che il figlio le rivolgeva. Così, quando l'8 marzo M.M. ha telefonato alla madre chiedendole oltre mille euro per l’acquisto di una vettura minacciandola di farla a pezzi in caso contrario, questa non ha più avuto dubbi ed ha formalmente sporto la denuncia ai carabinieri di Malcesine.

Il giorno successivo, il ragazzo ha ripetuto la richiesta, minacciando di presentarsi sul posto di lavoro della madre e di crearle difficoltà tali da farle perdere l'occupazione. La donna ha così accettato di incontrarlo, ma insieme a lei c'erano anche i militari di Malcesine in borghese. Durante l'incontro, la donna non ha ceduto alle pressioni del figlio e non gli ha consegnato il denaro richiesto. L'uomo si è infuriato ed ha minacciato di incendiare la casa della madre. La donna, a questo punto, ha preso tempo ed ha concordato un nuovo incontro nel pomeriggio. A quell'incontro, però, la donna non si è presentata, essendo al lavoro. Il figlio ha così telefonato alla madre, minacciandola nuovamente. Y.Z. ha registrato le minacce del figlio, il quale continuava a chiedere soldi.
Allertati i carabinieri, questi hanno raggiunto il posto di lavoro della vittima ed hanno effettuato un servizio di osservazione. I militari hanno notato M.M. che si dirigeva verso la madre, urlando ed inveendo contro di lei. Y.Z. non gli ha risposto e così lui ha preso una pietra e l'ha scagliata contro l'auto della famiglia in cui la donna lavorava. M.M. è poi scappato, ma i carabinieri in borghese lo hanno seguito ed arrestato per tentata estorsione ed atti intimidatori.

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Dell'arresto è stato informato il pubblico ministero Alberto Sergi, che ha disposto il carcere per M.M.. Giovedì scorso, 12 marzo, il gip Marzio Bruno Guidorizzi, ha convalidato l'arresto ed ha confermato la custodia cautelare in carcere per l'indagato.

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