Cronaca Brenzone / Via Gardesana

Attentato terroristico di Parigi: la testimonianza di tre veronesi in vacanza

Al momento dell'attentato terroristico al Bataclan e nelle altre zone sotto attacco, diversi veronesi erano a Parigi. Tra questi, tre fratelli che raccontano quanto accaduto

Nel teatro Bataclan, fulcro dell'attacco terroristico che ha colpito Parigi in più punti venerdì 13 novembre, c'era Stefano Peretti, impiegato veronese residente a San Massimo con la fidanzata Chiara, anch'essa presente al momento del massacro. Entrambi sono scampati alla strage, così come si è salvato il fratello di Chiara, Andrea. Non altrettanto fortunata, come sappiamo, è stata la fidanzata di Andrea, Valeria Solesin, di cui è alla fine arrivata la conferma di morte. Tuttavia, c'erano anche altri veronesi a Parigi in quei giorni, tra cui Sara, Nadia e Alberto Giramonti, tre fratelli di Brenzone. Sara, titolare di un albergo a Malcesine, era a Parigi per una convention e i due fratelli l'hanno accompagnata.

Su L'Arena, il racconto dei tre fratelli di Brenzone: "Venerdì sera verso le 21 stavamo passeggiando e mangiando qualcosa lungo gli Champs Elysees e visitavamo i mercatini di Natale. Ad un certo punto abbiamo ricevuto la telefonata di nostra mamma che, da Brenzone, voleva sapere se eravamo vivi e se era tutto a posto. Noi non capivamo e allora ci ha detto quanto stavano trasmettendo i telegiornali. Siamo caduti dalle nuvole perchè, fortunatamente, eravamo in quel momento nella zona più a ovest di Parigi rispetto a dove erano in corso gli attentati ma ci siamo molto spaventati. Solo allora abbiamo notato che, improvvisamente, anche le migliaia di persone che ci stavano attorno si sono praticamente bloccate: ciascuno controllava il proprio cellulare. Tutti abbiamo appreso quasi contemporaneamente cosa stava succedendo ed è partito una sorta di fuggi fuggi generale verso le rispettive case. La metropolitana era stata bloccata e i taxi erano tutti occupati. In pratica eravamo bloccati fuori casa e impossibilitati a fare ritorno verso l’appartamento che avevamo affittato. È stata una esperienza bruttissima e siamo vivi per miracolo perchè, fino alle 18.30, eravamo proprio nel bar accanto a quello della sparatoria ed eravamo indecisi se passare la serata lì o andare a vedere i mercatini di Natale. Fortunatamente abbiamo alla fine scelto di allontanarci e quindi siamo qui oggi per un colpo di fortuna. I parigini si sono resi conto a poco a poco di quel che era accaduto, ma sono rimasti composti e hanno avuto molta, molta dignità. Sabato mattina abbiamo girato per le strade, nonostante ci fosse stato detto di restare a casa, e abbiamo notato migliaia di persone a spasso per la città. Credo sia stata una reazione a quanto era accaduto: la gente aveva bisogno di ripartire con la propria vita. Abbiamo visitato quasi tutti i luoghi turistici di Parigi ed abbiamo notato che, accanto ai principali monumenti, sempre campeggiava lo stesso cartello: «attenzione: elevato rischio di attentati». I francesi, in pratica, se lo aspettavano.

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