Cronaca Centro storico / Corte Giorgio Zanconati, 1

Sincope mentre guida, travolge e uccide due fidanzatini. Automobilista assolto

Sconvolte dalla sentenza le famiglie delle due vittime, Sergio Sandrolini e Giulia Signorini. La coppia, nel giugno 2018, era partita da Ferrara per raggiungere Borghetto sul Mincio in moto. La loro vita è stata stroncata a Gazzo

Giulia Signorini e Sergio Sandrolini (Foto Facebook)

Ieri, 13 maggio, è stato il giorno della sentenza nel processo per il duplice omicidio stradale di Sergio Sandrolini e Giulia Signorini, la coppia rimasta uccisa nell'incidente avvenuto il 30 giugno 2018 lungo la Strada Statale 12 tra Gazzo Veronese e Nogara. E la sentenza ha sconvolto i familiari delle vittime perché l'unico imputato, un 24enne veronese, è stato prosciolto perché «il fatto non costituisce reato», come dichiarato dalla giudice Giuliana Franciosi e come riportato da Laura Tedesco sul Corriere di Verona.

Sergio Sandrolini aveva 29 anni quando è morto. Era sulla sua moto Yamaha insieme alla fidanzata 25enne Giulia Signorini. Il giorno dell'incidente erano partiti da Ferrara ed erano diretti a Borghetto sul Mincio per vivere un fine settimana d'amore. Ma il loro viaggio e la loro vita si sono interrotti a Gazzo Veronese, dove una Volkswagen guidata da un giovane veronese e proveniente dall'opposto senso di marcia ha invaso la loro corsia e li ha travolti. Entrambi sono deceduti sul posto. E, inizialmente, è stato trovato dai soccorritori solo il corpo di Sergio Sandrolini. Solo durante i rilievi, a una decina di metri dal punto d'impatto, è stata ritrovata senza vita Giulia Signorini.

Le motivazioni della sentenza non sono state ancora rese note, ma durante il processo celebrato con il rito abbreviato l'avvocato del 24enne imputato ha insistito su di un problema al cuore del suo assistito. Secondo questa tesi, il giovane alla guida della Volkswagen avrebbe avuto una sincope, ovvero una momentanea perdita di coscienza causata da un difetto al ritmo cardiaco. Problema di cui il 24enne non era a conoscenza e che adesso sarebbe stato risolto grazie ad un pacemaker.
La giudice dunque potrebbe aver dato peso a questa versione, decidendo di ignorare la richiesta del pubblico ministero, il quale aveva chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione. E la mancata condanna ha lasciato senza parole le famiglie delle due vittime, che ora sperano in un ricorso in Appello da parte della Procura di Verona.

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