"Patologia preesistente" e l'assicurazione non le liquida la polizza vita del marito defunto

Il caso riguarda una donna residente a Negrar che si è rivolta all'associazione Consumatori 24, per ottenere il capitale assicurato dal marito nel 2014

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Aveva assicurato un piccolo capitale in caso di premorienza, la circostanza della morte di un soggetto prima di un altro. In questo modo il marito della signora M.Q., residente a Negrar, intendeva tutelare i propri cari da ogni evenienza. 
Come riferisce l'associazione Consumatori 24, l'uomo in questione avrebbe assicurato 50 mila euro con Generali Italia Spa nel 2014, pagando regolarmente un premio di 1364 euro all’anno, ma al momento dell’infausto evento avvenuto nell’agosto 2018, la signora M.Q, unica erede del defunto marito, si sarebbe vista rifiutare la pratica di liquidazione della polizza vita e restituire unicamente l’ultimo anno di versamento del premio. Una respinta che sarebbe stata giustificata dalla seguente motivazione: la patologia che ha provocato il decesso sembrerebbe essere stata preesistente alla sottoscrizione del contratto della cosiddetta tcm.
A quel punto la donna si è rivolta all'associazione Consumatori 24 e un responsabile della quale riferisce: «Abbiamo analizzato la documentazione relativa al decesso del marito della nostra associata e, nonostante la polizza effettivamente escluda malattie preesistenti, dalla cartella clinica in nostro possesso è impossibile affermare che l’insufficienza cardiorespiratoria che ha comportato il decesso sia preesistente alla stipula. La suddetta patologia infatti non era mai stata diagnosticata in precedenza, al contrario della sindrome di Bechet di cui il signore soffriva da tempo». Il documento del decesso riporterebbe infatti che il marito della signora M.Q. sia morto per insufficienza cardio respiratoria ‘in’ sindrome di Bechet e non ‘per’ sindrome di Bechet. Un piccolo dettaglio, ma importantissimo per individuare le effettive cause di morte. «Ad ogni modo agiremo senza esitazione per tutelare i diritti della nostra associata».

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