Cronaca Zai / Viale del Lavoro

Martedì 27 ottobre l'assemblea dei soci di Veronafiere: quale futuro per Vinitaly?

Il tema che sta emergendo in questi ultimi giorni a proposito del futuro del marchio "Vinitaly" si va via via sempre più delineando: ora si parla anche di cifre, 100 milioni di euro, e persino di un possibile sbarco in Borsa

Martedì 27 ottbre si svolgerà l'assemblea dei soci di Veronafiere, chiamati a discutere del rinnovo della presidenza, ma anche e soprattutto, come emerge in questi ultimi giorni, di un'altra importantissima questione: il futuro del marchio "Vinitaly". Il tema è molto caldo e riguarda una probabile operazione di rafforzamento del marchio, si parla di investimenti per circa 100 milioni di euro e di un possibile approdo in Borsa, per renderlo ancora più competitivo sui mercati internazionali.

L'idea principale sembra essere quella di coinvolgere nell'operazione la stessa Cassa Depositi e Prestiti, in particolare stando a quanto riportato anche dall'Arena, si tratterebbe di utilizzare direttamente una delle tre società che sono legate allo Stato, essendo interne alla Cassa Depositi e Prestiti, vale a dire la Finest, quale fondo sovrano nazionale. Gli obiettivi da perseguire in questo senso sarebbero almeno un paio: ottenere nuove risorse finanziarie, potendo così implementare la promozione dei vini italiani a livello mondiale, in secondo luogo garantire una sorta di intoccabile originalità al marchio stesso "Vinitaly". Coinvolgendo infatti lo Stato stesso che si impegnerebbe dunque in prima persona nell'esportare il marchio a livello internazionale, difficilmente potrebbero nascere iniziative in altri Paesi che ne imitino l'idea e la portata.

Ad ogni modo qualche dubbio è inevitabile che una simile operazione lo susciti tra i soci di Veronafiere: i timori principali sono infatti legati al fatto che "internazionalizzando" troppo il marchio, poi la stessa manifestazione "Vinitaly" possa magari un giorno essere trasferita, insieme al suo importantissimo indotto annuale, da qualche parte altrove rispetto alla città di Verona, magari in Cina o negli States. Ecco perché si dovrà procedere con estrema cautela e il patto, se effettivamente verrà siglato, tutti si augurano che sia decisamente "blindato", fornendo a Veronafiere e a tutta la città di Verona, la fondamentale garanzia di poter continuare ad organizzare "in casa" la più grande manifestazione del polo fieristico che si svolge con grande successo da moltissimi anni.

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