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Assalto ultras al bar, avanti con le indagini. La Polizia: "Nessun ritardo"

Dalla Questura hanno fatto sapere che è stato seguito il protocollo tipico di questi casi: il raid infatti è durato pochi minuti, così le Volanti hanno subito iniziato a pattugliare la zona per cercare di individuare i colpevoli che erano già fuggiti

Sarò soddisfatto quando mi diranno che li hanno individuati. I responsabili del blitz di ieri in pieno centro, da parte di alcuni tifosi napoletani che hanno devastato un bar, devono essere consegnati alla giustizia. Per questo, stamattina ho chiesto e ottenuto la convocazione d’urgenza di un Comitato per l’Ordine pubblico in Prefettura, necessario anche ad avere chiarimenti sulla dinamica dei fatti. Ho chiesto la linea dura per un episodio gravissimo, che Verona non può tollerare. Ciò che è successo merita una adeguata repressione, ma merita anche da parte delle Forze dell’ordine un utilizzo in chiave preventiva per migliorare sempre di più la rete di protezione cittadina.
Già da ieri, gli agenti della Polizia municipale stanno lavorando con la Questura, utilizzando il 'metodo Castelvecchio'. Centinaia di frame di tutte le telecamere sono visionati sistematicamente per l’individuazione di veicoli e persone, lo stesso metodo che all’epoca consentì di identificare ladri dei quadri”.
Queste le parole del sindaco di Verona Federico Sboarina, al termine della riunione del Comitato per l’Ordine pubblico in Prefettura, sull'agguato teso da alcuni ultras del Napoli, in città per la sfida con il Chievo, ad un bar di corso Cavour che trasmetteva la partita dell'Hellas
Un episodio portato in parlamento dal deputato di Alternativa Libera, Tancredi Turco, che ha presentato un'interrogazione al Ministro degli Interni, per chiedere provvedimenti in termini di sicurezza. 

Il politico veronese inoltre ha citato il "mancato intervento tempestivo delle forze dell'ordine", arrivate secondo le dichiarazioni dei presenti, rilasciate alle testate giornalistiche locali, in "ritardo". Affermazione che però è stata respinta sia Questore Mangini, sia dagli uffici di Lungadige Galtarossa, che hanno seguito il protocollo tipico di questi casi. 

La Questura è stata avvisata di quanto stava accadendo al Caffè Oro Bianco alle 14.35 da 3 telefonate, alle quali ne sono seguite altre 19. L'azione degli ultras partenopei sarebbe durata però solamente pochi minuti, così le Volanti a disposizione sono state immediatamente mandate a pattugliare la zona alla ricerca delle auto sulle quali erano scappati gli autori del raid, nel tentativo di individuarli e bloccarli, dal momento che avevano già abbandonato il posto. 
I delinquenti però sono riusciti a far perdere le proprie tracce, così gli agenti si sono diretti sul luogo dell'accaduto, dove sono arrivati anche Digos e Polizia scientifica, per raccogliere testimonianze ed indizi. 
Gli investigatori avrebbero stabilito che le armi impugnate dagli aggressori, circa 20 o 30 persone, non sarebbero state spranghe e coltelli, ma parti di sedie e tavoli di ferro che componevano l'arredamento esterno, oltre ad alcuni utensili riconducibili a delle chiavi inglesi. 
Per risalire all'identità degli ultras coinvolti, come già detto dal sindaco Sboarina, saranno visionati attentamente tutti i filmati delle telecamere, utili anche a togliere ogni dubbio sui corpi contudenti utilizzati, mentre sarebbe in dirittura d'arrivo la mappatura del percorso fatto dai veicoli coinvolti. 
Un'azione rapida quindi che non avrebbe permesso alla Polizia di intervenire direttamente sul posto e che ha portato gli agenti ad un'attività di ricerca nella zona. 
Nessuna chiamata infine è arrivata in mattinata al 113, a segnalare gruppi di persone moleste, o comunque sospette, arrivate in città per la partita. 

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