Lo porta a casa per vendergli droga, ma è un agente in borghese: rifugiato in manette

Il primo incontro è avvenuto sui bastioni, poi il 26enne ghanese ha invitato il potenziale acquirente in un appartamento per poi scoprire che era un agente in borghese

La marijuana sequestrata dalla polizia locale di Verona

Nuova operazione "Scuole sicure" nella giornata di martedì da parte della polizia municipale, che ha arrestato per detenzione ai fini di spaccio di droga un cittadino ghanese 26enne, in possesso di permesso di soggiorno come rifugiato. Ancora una volta, teatro dell’accaduto, è stata la zona dei bastioni di circonvallazione Oriani, dove è stato notato un andirivieni di alcuni giovani. Proprio qui, lo straniero ha avvicinato uno degli agenti in borghese per vendergli della droga. Insieme sono saliti su un bus, fino a raggiungere un appartamento in zona via Mameli, per concludere la vendita della droga. È quindi scattato l'arresto per il possesso e la vendita illecita di marjuana.

L'arrestato, già gravato di altri precedenti, è stato condotto in direttissima davanti al giudice del Tribunale, che ha convalidato l'arresto e disposto la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ogni giorno, in attesa della prossima udienza. Si tratta del decimo arresto dall'avvio delle attività connesse al contrasto dello spaccio nell'ambito del progetto "Scuole Sicure", che vede impegnate le pattuglie della polizia municipale di Verona.

«È inaccettabile che un rifugiato sfrutti il suo status per commettere reati, a danno di tutta la comunità che lo ospita, - afferma l’assessore alla Sicurezza Daniele Polato - ma soprattutto vendendo "morte" ai nostri ragazzi. Episodi come questo non sono tollerati e non devono ripetersi, ecco perché continueremo a presidiare il territorio assieme alle forze dell’ordine. Grazie al progetto "Scuole Sicure", per contrastare lo spaccio in città, e alla nuova direttiva del ministero dell’Interno, che inasprisce i controlli attivati attraverso la prefettura, stiamo tenendo monitorate le aree più delicate, come i bastioni. Deve passare il messaggio che a Verona non c’è spazio e non c’è tolleranza per l’illegalità e il degrado. Non arretreremo neanche di un passo, - conclude l'assessore Polato - perché situazioni gravi come questa non si ripetano e nessun altro, a maggior ragione se richiedente asilo o con permesso di soggiorno, pensi di potersi comportare illegalmente, rimanendo impunito».

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