Arrestato per spaccio di cocaina: «Lo faccio da quando ho perso il lavoro»

Alcune voci che giravano nelle loro zone, hanno spinto i carabinieri di Caprino a Verona per verificare la loro veridicità e una volta individuato il soggetto, sono intervenuti trovandolo in possesso dello stupefacente

I carabinieri in viale del Lavoro a Verona

Lo avrebbero sorpreso in auto in viale del Lavoro a Verona con circa 30 grammi di cocaina già suddivisa in dosi pronte per essere vendute, mentre altri 10 grammi sarebbero stati presenti nella sua abitazione. Sono stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Caprino Veronese, nella serata di mercoledì, a mettere le manette ai polsi di un 22enne marocchino. 

I militari si trovavano in trasferta nel capoluogo scaligero per verificare alcune voci raccolte sul territorio, che giravano fra i consumatori di coca ai piedi del Baldo, secondo le quali vi era un cittadino extracomunitario, che girava a bordo di una Volkswagen Golf, il quale aveva a disposizione della droga di ottima qualità, che consegnava al dettaglio nei parcheggi dei diversi centri commerciali della zona di viale del Lavoro.
Così, nella serata di mercoledì, gli uomini dell'Arma si sono recati in città per provare a rintracciare l'auto e dopo averla individuata, ne hanno osservato gli spostamenti. Solo dopo aver verificato che tali movimenti potessero effettivamente essere ricollegati all’attività di spaccio, si sono fatti affiancare da un equipaggio della sezione radiomobile della compagnia di Verona e hanno bloccato il conducente. Si trattatava di L.A., classe 1998 residente a Grezzana e regolare sul territorio: l'individuo non avrebbe avuto il tempo di reagire o scappare e, nascoste tra le tasche, le calze e la biancheria intima, i carabinieri hanno trovato diverse dosi di stupefacenti, per circa 30 grammi complessivi. Portato a Grezzana, dove vive con il padre, per la perquisizione domiciliare, l’uomo ha consegnato altri 10 grammi di cocaina che teneva nascosta nella sua camera, insieme ad un bilancino di precisione ed al materiale per il confezionamento. L.A. aveva in tasca 95 euro, che sono stati ritenuti dalle forze dell'ordine il frutto di una cessione di stupefacenti effettuata in serata e sono stati sequestrati.

Il 22enne si è giustificato dicendo di avere iniziato a spacciare da poco tempo, a causa della perdita del lavoro come saldatore che svolgeva in una azienda della provincia.

Dell’arresto è stato informato il Pm di turno presso la Procura della Repubblica di Verona, la dottoressa Elvira Vitulli, che ha disposto di trattenere L.A. presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa dell’udienza con rito direttissimo che si è svolta giovedì mattina.
Il giudice monocratico all’esito dell’udienza ha convalidato il provvedimento ed applicato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, rinviando il processo in ottobre.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rischio Covid: regioni gialle, arancioni o rosse? In arrivo cambiamenti

  • Covid, ecco il "tampone multiplex": a Negrar un unico test per riconoscere tre diversi virus

  • Terapia anti-Covid scoperta dall'università di Verona, l'Fda la autorizza

  • Coronavirus: in Veneto 18 morti da ieri sera, Verona provincia con più casi attuali e decessi

  • Coronavirus, a Verona tornano a salire i ricoveri in terapia intensiva

  • Veneto verso l'arancione? Come funziona il calcolo che divide le Regioni in aree di rischio

Torna su
VeronaSera è in caricamento