A Trento richiedenti asilo arrestati per spaccio, erano attivi anche a Verona

Sono 13 cittadini centroafricani e un italiano accusati di essere parte di un'organizzazione che smerciava stupefacenti a Trento, Vicenza, Ferrara e anche nel capoluogo scaligero

Foto di repertorio

Alcuni alloggiavano in una struttura di accoglienza a Trento, la Residenza Fersina. Sono i 13 cittadini centroafricani, in Italia con lo status di richiedenti asilo, arrestati ieri, 12 giugno, dalla polizia trentina insieme ad un cittadino italiano. Sono accusati di essere parte integrante di un'organizzazione che spacciava droga nelle città di Trento, Verona, Vicenza e Ferrara.

Gli arresti sono parte di una vasta operazione antidroga portata avanti tra le province di Trento, Verona e Ferrara e che ha portato a 58 provvedimenti tra arresti, custodie cautelari in carcere, perquisizioni e divieti di dimora. Inoltre sono stati sequestrati 6 chili di marijuana, oltre ad eroina, cocaina, metadone e il denaro frutto dell'attività di spaccio.

A gestire la rete dello spaccio erano proprio i richiedenti asilo che comunicavano tra di loro via whatsapp e che avevano ormai preso il controllo delle principali piazze dello spaccio. "Con questa operazione si è mirato anche a togliere dal circuito quei pochi che altrimenti creerebbero danno alle numerosissime brave persone che richiedono correttamente l'asilo", ha commentato il questore di Trento Massimo D'Ambrosio a TrentoToday.

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