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Il corpo della vittima lasciato davanti all'ospedale di San Bonifacio

Il corpo della vittima lasciato davanti all'ospedale di San Bonifacio

Omicidio di Corradina Mirabile a San Bonifacio, è stato arrestato il fratello

La donna era stata uccisa nell'ottobre del 2015 e il suo corpo era stato lasciato davanti all'ospedale Fracastoro. I carabinieri hanno individuato l'autore della coltellata risultata fatala

Caso di omicidio risolto con l'arresto del responsabile grazie al lavoro dei carabinieri della compagnia di San Bonifacio e del nucleo investigativo di Verona.

Tutto ha inizio il 19 ottobre 2015 quando intorno alle 23 il corpo di una donna viene lasciato praticamente in fin di vita davanti all'ospedale di San Bonifacio. È lo stesso personale sanitario del 118 che richiede l'intervento dei carabinieri che giunti sul posto vedono gli ultimi vani tentativi di rianimazione della donna, morta dissanguata per una profonda ferita alla gamba sinistra che le aveva lacerato l'arteria femorale.

La donna è stata subito identificata in Corradina Mirabile, 39enne residente a Noto, appartenente ad una comunità nomade note come i "Camminanti di Noto". Proprio quella sera, la comunità era accampata in località Albaron, nella zona industriale di San Bonifacio, per una grande festa.

Le indagini sono cominciate subito dopo il rinvenimento del cadavere. Con l'identificazione della vittima, i carabinieri di San Bonifacio hanno effettuato delle ricognizioni nel luogo dove il gruppo nomade si era radunato, scoprendo così il luogo del delitto. Al loro arrivo, i militari hanno sorpreso una parte della comunità intenta a lasciare rapidamente San Bonifacio. E l'attività sviluppata dal nucleo investigativo di Verona ha portato a ritenere che la ferita mortale della donna non fosse di origine accidentale, come inizialmente riferito dai familiari. Si era trattato di accoltellamento.

L'indagine ha così seguite sia la via tecnica che quella tradizionale per risalire all'autore dell'omicidio. E proprio grazie alle investigazioni dei militari è stato possibile aggirare il muro di omertà interno alla comunità nomade e anche le barriere linguistiche perché i Camminanti di Noto parlano un dialetto molto stretto. La ferita della donna non era attribuibile ad un incidente domestico, ma dovuta ad un colpo che le era stato inferto con un'arma da taglio.

I carabinieri sono riusciti a risalire alla mano che ha inferto la ferita risultata poi mortale per Corradina Mirabile. Il responsabile, secondo gli inquirenti, è il fratello, iniziali S.M., di 43 anni. Tutto è nato durante la festa in cui la comunità ha mangiato e bevuto tanto. A causa del volume di uno stereo sarebbe nata una lite familiare. Probabilmente Corradina è intervenuta per sedare gli animi e purtroppo ha rimediato la coltellata alla gamba. I presenti hanno provato a fermare la fuoriuscita di sangue, ma la ferita era troppo profonda. Sul luogo del delitto e sull'auto di chi l'ha lasciata davanti all'ospedale è stato trovato una grande quantità del sangue perso dalla vittima. In realtà, nel luogo della festa era presente molto più sangue, perché è tradizione di questa festa della comunità nomade di uccidere sul posto i polli che saranno poi mangiati. E quindi oltre al sangue umano è stato trovato anche tanto sangue animale.

S.M. è stato rintracciato a Isola della Scala lo scorso 23 ottobre ed è stato portato al carcere nel carcere di Montorio. L'accusa a suo carico è omicidio preterintenzionale, dato che il colpo è stato inferto non con l'intenzione di uccidere.

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