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(Foto di repertorio)

(Foto di repertorio)

Rapina, furto e omicidio tra Villafranca e Sommacampagna. Primo arresto

È un componente di un banda che, nell'ottobre scorso, derubò un agriturismo e rapinò con violenza la famiglia Furfaro. Qualche giorno dopo Giacomino Furfaro morì per delle complicazioni dovute al pestaggio

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Villafranca hanno eseguito nella giornata di martedì, 10 luglio, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino rumeno di etnia rom, iniziali I.C. classe '72. I militari lo hanno prelevato la mattina presto nel campo nomadi di Strada San Marco a Vigevano, provincia di Pavia, e lo hanno portato nel carcere del capoluogo lombardo. Per lui le accuse sono di furto aggravato in concorso, rapina in abitazione e omicidio preterintenzionale. Accuse che sono rivolte anche ai suoi complici, almeno altri tre soggetti su cui pende la stessa ordinanza di custodia cautelare in carcere. È certo però che questi uomini non si trovano sul territorio italiano e per rintracciarli i carabinieri hanno chiesto la collaborazione dei colleghi europei.

Un primo risultato, dunque, è stato ottenuto dai carabinieri villafranchesi, le cui indagini sono ancora in corso. Tutto è partito dalla morte di un uomo, Cristinel Mihai, avvenuta all'alba del 2 ottobre scorso. L'uomo, di etnia rom classe '73, era stato investito sull'autostrada A4, tra i caselli di Sommacampagna e Peschiera. Su quell'omicidio stradale ha indagato la Polizia Stradale che rintracciò il responsabile, un 68enne di Salerno. Vicino al corpo di Cristinel Mihai fu però trovata parte della refurtiva di un colpo avvenuto all'agriturismo Principe Amedeo di Sommacampagna, furto consumato proprio quella notte e di cui si occuparono i carabinieri. E sempre nella stessa notte era avvenuta una violenta rapina in un'abitazione di Villafranca. Nella casa si trovavano Giacomino Furfaro e il figlio, i quali avevano opposto resistenza ai rapinatori, subendo un brutale pestaggio. Le condizioni fisiche di Furfaro non erano ottime e le violenze subite durante la rapina furono il colpo di grazia. Giacomino Furfaro morì dopo qualche giorno all'ospedale di Borgo Trento.

Il comandante della compagnia di Villafranca Ottavia Mossenta e comandante del nucleo operativo e radiomobile Arcangelo Ciocia hanno descritto oggi, 12 luglio, le indagini, partite appunto dall'investimento di Cristinel Mihai avvenuto sulla A4. Scoperta la sua identità e scoperti soprattutto i suoi precedenti penali, i militari hanno subito ipotizzato che fosse il componente della banda che quella notte aveva razziato i territori di Sommacampagna e Villafranca. Colpi non studiati nei minimi dettagli, ma mirati a strutture isolate. I malviventi avevano lasciato le auto per la fuga in luoghi sicuri e poi si sono spostati a piedi. Diversi però gli imprevisti capitati quella notte. Prima la reazione dei Furfaro e poi l'investimento di Cristinel Mihai. Le impronte digitali, le immagini raccolte dalle telecamere e altri elementi hanno permesso ai carabinieri di accumulare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei componenti di una banda che potrebbe però essere anche più numerosa.

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