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Sequestro record dei carabinieri di Verona: 232 chili di droga per due milioni e mezzo di euro

La sostanza stupefacente trovata a bordo di due camion in autostrada. Le indagini dei militari dell'Arma erano iniziate già da un anno, venerdì il maxi sequestro

Sequestro droga - carabinieri Verona - 5 giugno 2021

Alla vigilia della “Festa dell’Arma dei carabinieri” che si è svolta quest’oggi, sabato 5 giugno, i militari della sezione operativa della compagnia di Verona hanno compiuto un’importante operazione. Dopo un’attenta e sistematica analisi dei movimenti di alcuni autotrasportatori di origine serba lungo le arterie autostradali nel territorio scaligero, i carabinieri spiegano di aver fermato due autoarticolati, trovandovi «all’interno ben 232 chili di marijuana».

VIDEO - Maxi sequestro di marijuana a Verona: il racconto dell'operazione dei carabinieri

Come raccontato nel corso dell’odierna conferenza stampa, le indagini hanno avuto inizio all’incirca un anno addietro, quando i militari riferiscono di aver iniziato a nutrire dei sospetti circa alcuni camion che, con eccessiva frequenza, transitavano nei caselli autostradali scaligeri, compiendo degli insoliti movimenti di "uscita e rientro" estemporanei. In particolare, il sospetto dei militari dell’Arma, sarebbe sorto dinanzi alle frequenti fuoriuscite dai caselli del territorio veronese da parte di alcuni mezzi pesanti che, tuttavia, dopo brevissimo tempo rientravano in autostrada e proseguivano il loro tragitto. Dopo aver così selezionato una serie di targhe di camion verso i quali concentrare le indagini, grazie all’analisi dei flussi autostradali, i carabinieri hanno così approfondito i loro controlli.

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Nel corso della giornata di ieri, venerdì 4 giugno, i militari dell’Arma spiegano che il primo camion è stato fermato all’uscita del casello autostradale di Verona Est e «il nervosismo dell’autista ha tradito subito l’illiceità del materiale trasportato». In particolare, la perquisizione del rimorchio che ufficialmente avrebbe dovuto trasportare solo carbone, ha invece consentito ai carabinieri di trovare «ben 188 chili di infiorescenza di marijuana», già di per sé «un quantitativo enorme per un singolo sequestro». Il secondo autoarticolato invece, sempre secondo ciò che riportano i militari dell’Arma, è stato fermato al casello successivo, quello di Soave-San Bonifacio, dove si sarebbe svolto «sostanzialmente lo stesso copione». Infatti, l’autista pur «mostrandosi meno agitato» non avrebbe saputo giustificare quella che i carabinieri spiegano essere stata una «tappa imprevista rispetto al suo piano di viaggio ufficiale», confermando così i sospetti dei militari e facendo scattare la perquisizione. Tra le tonnellate di biscotti trasportati regolarmente a bordo del mezzo pesante, i carabinieri spiegano però che «sono spuntati scatoloni anonimi al cui interno erano nascosti ben 44 chili di droga, sempre marijuana».

Nel complesso, i carabinieri hanno stimato approssimativamente che il valore complessivo della droga sequestrata, qualora invece fosse giunta al “mercato al dettaglio”, sarebbe all’incirca stato superiore ai due milioni e mezzo di euro. Questo a fronte anche dell’elevata qualità che contraddistinguerebbe il carico di sostanza stupefacente sequestrata, pressoché totalmente priva di foglie e dunque composta di sole infiorescenze. I carabinieri spiegano quindi che i loro primi accertamenti avrebbero «permesso di appurare che i due camionisti fossero in “società” nel trasportare lo stupefacente poiché lo stesso presentava le stesse caratteristiche e metodologie di confezionamento». L’ipotesi degli inquirenti è che i due, entrambi incensurati e residenti in Serbia, stessero «viaggiando sostanzialmente insieme e sicuramente si conoscevano da tempo essendo dipendenti della stessa ditta di autotrasporti, anche se non è emerso un coinvolgimento di quest’ultima nel trasporto illecito».

Ulteriori accertamenti, riportano quindi i militari dell’Arma, verranno effettuati sulla droga sequestrata poiché, da una prima valutazione, sembrerebbe «provenire dalla Spagna ed avere una percentuale di Thc, il principio attivo psicotropo dell’erba, molto elevata e ben superiore alla media che normalmente si trova in questo tipo di stupefacente». Gli arresti ed il sequestro effettuato nel pomeriggio scorso sicuramente rappresentano, oltre che una sorta di record “quantitativo” nella lotta alla droga nella provincia scaligera, anche un duro colpo al commercio illegale di stupefacenti nell’intero nord-est italiano, proprio poiché, come già evidenziato,  hanno «sottratto alla criminalità oltre due milioni di euro di risorse economiche che sarebbero derivate dalla rivendita di questa partita di droga». 

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