Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Roverè Veronese / Via Roma

Dopo uno spericolato inseguimento, arrestato un ladro nei boschi di Roverè

Durante la serata di martedì 13 ottobre, si è svolto nei pressi di roverè un folle inseguimento in auto tra i Carabinieri e un'auto in fugo con a bordo 4 persone che avevano appena commesso un furto all'interno di una villetta

È stato arrestato e ora è ai domiciliari, un cittadino di origini albanese fermato a San Rocco di Piegara dopo un folle inseguimento in auto che era iniziato a Roverè, dove la sua auto era stata vista aggirarsi con fare sospetto all'intorno di una villetta. Il giovane di 24 anni era in compagnia di altri tre complici, i quali tuttavia dopo che la loro auto si è ribaltata finendo fuori strada sono comunque riusciti a fuggire, facendo perdere le loro tracce con il favore dell'oscurità.

L'episodio è avvenuto nella serata di martedì 13 ottobre e ora sull'imputato pendono le accuse di furto aggravato e di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, avendo il ragazzo classe 91 di origine albanese, poco prima di essere arrestato, scagliato con forza contro i militari il piede di porco utilizzato per compiere lo scasso nella villetta. Come si legge nella nota diffusa dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Verona, la refurtiva sottratta all'interno dell'abitazione è stata successivamente restituita al legittimo proprietario:

 MARTEDI SERA, UNA PATTUGLIA DEL RADIOMOBILE DEI CARABINIERI DI VERONA, HA RICEVUTO UNA SEGNALAZIONE E SUBITO SI E’ PRECIPITATA A ROVERÈ VERONESE NELLA FRAZIONE DI SAN ROCCO VIA MONTE ARESI POICHE’ UNA CITTADINA AVEVA A VISTA D’OCCHIO UN’AUTOVETTURA CHE STAVA SCANDAGLIANDO LA VIA CON FARE SOSPETTO. LA RAGAZZA RIFERIVA CHE L’AUTOVETTURA AVEVA APPENA IMBOCCATO UNA LATERALE A VICOLO CIECO DOVE ERANO SCESI TRE UOMINI CHE SI ERANO DIRETTI VERSO UNA VILLETTA SINGOLA CHE DI SOLITO VIENE OCCUPATA DAL PROPRIETARIO SOLO IL FINE SETTIMANA.

MANTENENDOSI IN CONTATTO CON LE FORZE DELL’ORDINE DESCRIVEVA TUTTI I MOVIMENTI DELL’AUTO E DEGLI INDIVIDUI, RIFERENDO CHE IL CONDUCENTE, DOPO AVER SCARICATO I SUOI AMICI, SI SPOSTAVA PARCHEGGIANDOSI CON TUTTA DISINVOLTURA POCO PIÙ AVANTI IN UNA ZONA BUIA E DEFILATA. IL COMPORTAMENTO DESCRITTO AL TELEFONO HA FATTO SUBITO PENSARE AI MILITARI AD UN PROBABILE TENTATIVO DI FURTO IN ABITAZIONE. DOPO CIRCA 5/7 MINUTI, IL CONDUCENTE SI SPOSTAVA NUOVAMENTE, CAMBIANDO LUOGO DI PARCHEGGIO, PER POI FARE AVANTI E INDIETRO DALLA VIA ARESI CON VARI PASSAGGI COME SE FOSSE IN ATTESA DELL’ARRIVO DEI SUOI COMPLICI. DI FATTO, DOPO I DIVERSI PASSAGGI DEL VEICOLO SOTTO CASA DELLA SEGNALANTE, LA STESSA NOTAVA, MENTRE ERA ANCORA IN CONTATTO TELEFONICO CON IL 112, CHE I TRE UOMINI RISALIVANO A BORDO DEL MEZZO E DOPO DI CHE TUTTI SI ALLONTANAVANO DAL POSTO. MENTRE IL RADIOMOBILE DALLA CASERMA DI VIA SALVO D’ACQUISTO RAGGIUNGEVA ROVERE VERONESE, LA CENTRALE OPERATIVA, VISTA LA DETTAGLIATA SEGNALAZIONE DA PARTE DELLA RICHIEDENTE, INVIAVA SUL POSTO ANCHE LA PATTUGLIA DELLA STAZIONE CARABINIERI DI GREZZANA.

APPENA LA RICHIEDENTE SEGNALAVA L’ALLONTANAMENTO DELL’AUTO IN QUESTIONE DAL LUOGO DELLA SUA PRESENZA, VENIVA AVVISTATA QUALCHE ISTANTE DOPO DALLA PATTUGLIA DELL’ARMA DI GREZZANA, CHE INIZIAVA A SEGUIRLA, CON I LAMPEGGIANTI SPENTI, PER NON FARSI NOTARE. DOPO QUALCHE ISTANTE, IL RADIOMOBILE SOPRAGGIUNGEVA DAL LATO OPPOSTO, ED AVENDO AVUTO NOTIZIA CHE L’AUTO IN QUESTIONE CON A BORDO I QUATTRO SOGGETTI ERA A CIRCA 500 METRI DA LORO, SI POSIZIONAVANO AL CENTRO DELLA STRADA PRINCIPALE AL FINE DI BLOCCARLA DEFINITIVAMENTE. IL CONDUCENTE, APPENA RESOSI CONTO DELLA PRESENZA DELLE PATTUGLIE SIA DIETRO CHE DAVANTI, REPENTINAMENTE IMBOCCAVA LA LATERALE SINISTRA DI VIA SAN ROCCO CHE PORTA IN SAN MAURO DI SALINE, INIZIANDO COSÌ A PROCEDERE PER LE VIE STRETTE E BUIE A FORTISSIMA VELOCITÀ AL FINE DI FAR PERDERE LE PROPRIE TRACCE. QUINDI, SIA LA PATTUGLIA DI GREZZANA CHE L’EQUIPAGGIO DEL RADIOMOBILE SI LANCIAVANO IN UN PERICOLOSO INSEGUIMENTO, PERCORRENDO TRATTI DI STRADA CON FORTI DISCESE E MANTO STRADALE BAGNATO POICHE’ STAVA PIOVENDO. L’AUTO IN FUGA EFFETTUAVA BRUSCHE ED IMPROVVISE FRENATE, VEROSIMILMENTE PER DISORIENTARE E FAR COLLIDERE LE AUTORADIO DEL 112. IN PARTICOLARE IL CONDUCENTE SI ADOPERAVA NELL’EFFETTUARE ALTRETTANTE BRUSCHE STERZATE E “ZIG-ZAG”, TENTANDO DI FAR USCIRE I MILITARI DALLA SEDE STRADALE, ALQUANTO UMIDA, PROPRIO IN CORRISPONDENZA DI TRATTI DI STRADA PRIVI DI GUARD-RAIL E COSTEGGIATI DA PRECIPIZI (CIRCA 30-40 MT. DI DISLIVELLO TRA LE SEDE STRADALE E LA RELATIVA VALLATA).

DURANTE L’INSEGUIMENTO, LUNGO UN BREVE RETTILINEO IL VEICOLO INSEGUITO ERA PRECEDUTO DA UN ALTRO VEICOLO. IN QUESTO FRANGENTE, NELL’OPPOSTO SENSO DI MARCIA S’INTRAVVEDEVANO IN LONTANANZA I FARI DI UN ULTERIORE ALTRO VEICOLO. EBBENE IL CONDUCENTE DEL VEICOLO IN FUGA, AVREBBE POTUTO AGEVOLMENTE SORPASSARE IL VEICOLO CHE LO PRECEDEVA, MA RALLENTAVA LA MARCIA, DANDO L’IMPRESSIONE DI DESISTERE; IN REALTÀ, ASPETTAVA CHE IL VEICOLO NELL’OPPOSTO SENSO DI MARCIA SI AVVICINASSE IL PIÙ POSSIBILE. PROPRIO IN QUESTA CIRCOSTANZA, IMPROVVISAMENTE ACCELERAVA ED EFFETTUAVA LA MANOVRA DI SORPASSO, RIENTRANDO NELLA PROPRIA CARREGGIATA SOLAMENTE NEL MOMENTO IN CUI VI ERA LO SPAZIO PER UN SOLO VEICOLO. TALE MANOVRA ERA FINALIZZATA A FAR IMPATTARE FRONTALMENTE LA “GAZZELLA INSEGUITRICE” CON IL VEICOLO CHE SOPRAGGIUNGEVA NELL’OPPOSTO SENSO DI MARCIA, PRECISANDO CHE LE STRADE PERCORSE, IN ALCUNI TRATTI ERANO MOLTO STRETTE E COMPLETAMENTE BUIE. LA VELOCITÀ RAGGIUNTA DAI FUGGITIVI ERA VEROSIMILMENTE FOLLE. SOLAMENTE GRAZIE ALL’ABILITÀ ED ESPERIENZA DI GUIDA DELL’AUTISTA DELLA “GAZZELLA” SI È SCONGIURATA UNA PROBABILE TRAGEDIA.

LA CONDOTTA DI GUIDA DEL CONDUCENTE DENOTA SICURAMENTE ABILITÀ, DIMESTICHEZZA NEL DILEGUARSI ED ALTRETTANTA ESTREMA DETERMINAZIONE NEL COMPIERE A QUALSIASI COSTO, AZIONI ATTE AD OTTENERE ESCLUSIVAMENTE LA CATTURA DEI FUGGITIVI. L’AUTO IN FUGA ALL ‘IMPROVVISO IMBOCCAVA UNA STRADA SENZA USCITA CHE PORTAVA SUL RUSCELLO DI UNA VALLE INTERNA; IL CONDUCENTE DELLA FIAT PUNTO, PERO’, PERDEVA IL CONTROLLO DEL MEZZO SCIVOLANDO IN UNA CURVA A GOMITO IN UN BURRONE E DOPO AVER SCARROCCIATO PER CIRCA UNA CINQUANTINA DI METRI ROVINANDOSI TRA ALBERI MURETTI E STERPAGLIE VARIE, TERMINAVA LA PROPRIA CORSA SULLA STESSA STRADINA APPENA LASCIATA, POICHÉ SI RICOLLEGAVA DOPO UN PAIO DI TORNANTI.

I CARABINIERI VEDEVANO SBALZARE FUORI DALL’ABITACOLO QUATTRO PERSONE CHE SUBITO SI PERDEVANO TRA I FOLTI CESPUGLI DEL BOSCO, ED INIZIAVANO A RINCORRERLI. APPENA RAGGIUNTI, DUE DI LORO GLI ANDAVANO INCONTRO BRANDENDO UNA MAZZA FERRATA ED UN PIEDE DI PORCO. I MILITARI LI AFFRONTAVANO, SEPPURE CON LA DOVUTA PRUDENZA, TANT’E’ CHE UNO DI LORO LASCIAVA CADERE PER TERRA L’OGGETTO CHE AVEVA TRA LE MANI, E FUGGIVA, MENTRE IL CONDUCENTE, COLUI CHE AVEVA IN MANO IL PIEDE DI PORCO, CHE TRA L’ALTRO PRESENTAVA IL BRACCIO SINISTRO SANGUINANTE A SEGUITO DEL SINISTRO ACCADUTOGLI, PRIMA DI GIRARSI PER FUGGIRE, DEFINITIVAMENTE LO LANCIAVA CONTRO I MILITARI. TUTTI POI SI DILEGUAVANO TRA I CESPUGLI DEL BOSCO RENDENDOSI COMPLETAMENTE IRRINTRACCIABILI. DI FATTO GLI EQUIPAGGI SENTIVANO CONTINUI PASSI NELL’OSCURITÀ DEL BOSCO E AD UN CERTO PUNTO TALI RUMORI SPECIFICI SI DIVIDEVANO, CAPENDO COSÌ SUBITO CHE LA BANDA IN QUESTIONE, SI ERA ACCORDATA NEL DIVIDERE LE LORO DIREZIONI PER DISORIENTARE CHI LI INSEGUIVA. ANCHE I CARABINIERI SI DIVIDEVANO, E DOPO POCO DUE DI LORO UDIVANO RUMORI DI PASSI MOLTO VICINI NONCHÉ PARLARE A BASSA VOCE IN LINGUA STRANIERA. CAPENDO CHE SI STAVANO IMBATTENDO NEI DUE SOGGETTI, RIUSCIVANO A NON FARSI VEDERE FINO ALL’ULTIMO.

SBUCATI FUORI ALL’IMPROVVISO, E’ NATA UNA COLLUTAZIONE IN CUI I DUE MALVIVENTI CERCAVANO DI DILEGUARSI NUOVAMENTE TRA LE STERPAGLIE DANDO AI MILITARI VIOLENTI CALCI E SPINTONI. UNO DI LORO, TROVANDOSI A CIGLIO STRADA SI TUFFAVA LETTERALMENTE IN UN BURRONE PROFONDO CIRCA 70/80 METRI, ROTOLANDO VELOCEMENTE FINO A RAGGIUNGERE LA VALLE, MENTRE IL CONDUCENTE DEL VEICOLO, NONOSTANTE I SUOI SPINTONI, VENIVA AFFERRATO E DOPO UNA ENNESIMA BREVE COLLUTTAZIONE, VENIVA ARRESTATO. LE ALTRE DUE PATTUGLIE DEI CARABINIERI NEL FRATTEMPO CINTURAVANO LA VALLE AL FINE DI NON PERMETTERE AI RESTANTI FUGGITIVI DI DILEGUARSI DEFINITIVAMENTE.

TRATTANDOSI DI ZONA ESTREMAMENTE SELVAGGIA E PERICOLOSA, AVENDO TIMORE CHE IL FUGGITIVO SI FOSSE FATTO MALE SERIAMENTE DURANTE LA SUA CADUTA, È STATO RICHIESTO L’INTERVENTO SUL POSTO DI DUE SQUADRE DEI VIGILI DEL FUOCO CHE, CON L’EQUIPAGGIAMENTO PREVISTO, HANNO SCANDAGLIATO TUTTA LA ZONA INTERESSA SENZA RINTRACCIARE NESSUN INDIVIDUO. SCONGIURATA LA POSSIBILITÀ CHE IL FUGGITIVO CATAPULTATOSI NEL DIRUPO, FOSSE RIMASTO FERITO, I CARABINIERI HANNO CHIAMATO IL 118 PER MEDICARE IL SOGGETTO FERMATO CHE LAMENTAVA FORTI DOLORI AL BRACCIO SINISTRO A SEGUITO DEL SINISTRO AVUTO POCO PRIMA. LE RICERCHE SI SONO PROTRATTE FINO ALLE PRIME ORE DEL POMERIGGIO DEL GIORNO DOPO, DANDO, PURTROPPO, ESITO NEGATIVO.

LA SERA STESSA, PRIMA DI FARE RIENTRO IN SEDE, I MILITARI SI RECAVANO PRESSO L’ABITAZIONE LUOGO DI FURTO, CONSTATANDO CHE LA PORTA D’INGRESSO E GLI INFISSI DELLE FINESTRE DELLA TAVERNA ERANO SPORCHI DELLA STESSA VERNICE ARANCIONE DEL PIEDE DI PORCO CON CUI ERANO STATI SCASSINATI, ARNESE CHE L’ARRESTATO, UN ALBANESE CLASSE 91, AVEVA LANCIATO POCO PRIMA CONTRO DI LORO. A BORDO DEL VEICOLO RINVENUTO, OLTRE ALTRI OGGETTI ATTI ALLO SCASSO, SONO STATE TROVATE DIVERSE BOTTIGLIE DI VINO E LIQUORE NONCHÉ UN’ ASPIRAPOLVERE, TUTTO DI PROPRIETA’ DEL PROPRIETARIO DELL’ABITAZIONE. AL FINE DI GARANTIRE TUTTE LE FONTI DI PROVA SULLE INDAGINI IN CORSO, IL MATERIALE È STATO POSTO SOTTO SEQUESTRO. LA REFURTIVA, È STATA INVECE RESTITUITA AL PROPRIETARIO. L’ALBANESE ARRESTATO, CLASSE 91, È STATO PORTATO IN CARCERE IN ATTESA DEL PROCESSO.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dopo uno spericolato inseguimento, arrestato un ladro nei boschi di Roverè

VeronaSera è in caricamento