Due uomini domiciliati nel veronese arrestati per spaccio a Tribano

Sono stati fermati dai carabinieri nel comune in provincia di Padova. Due arresti che fanno parte di un'operazione molto più ampia e articolata

(Foto di repertorio)

Anche due cittadini marocchini domiciliati in provincia di Verona sono stati arrestati nell'ambito di un'indagine dei carabinieri finalizzata a chiudere il rubinetto dello spaccio di cocaina e altri stupefacenti nella bassa padovana. Le iniziali degli arresti, riportate da Padova Oggi, sono M.M. ed M.A., il primo è un 30enne e il secondo ha invece 37 anni. I due sono stati sorpresi dai militari nel comune padovano di Tribano, mentre cercavano di liberarsi di 11 grammi di cocaina già suddivisi in dosi, gettandoli dal finestrino dell'auto. Per loro l'accusa è di detenzione di sostanze stupefacenti e dopo l'arresto saranno giudicati per direttissima.

L'operazione dei carabinieri ha visto l'impegno del nucleo operativo e radiomobile di Piove di Sacco e degli uomini dell'Arma della stazione di Agna e non ha portato soltato a questi due arresti. Le indagini erano infatti partite nell'ottobre 2015 e hanno portato all'individuazione del fulcro dello spaccio di cocaina nel padovano. Si tratta di un uomo di 40 anni, iniziali E.A., marocchino residente a Bagnoli di Sopra. Era da lui che i diversi spacciatori si rifornivano e non solo di cocaina, ma anche di marijuana e hashish. Sostanze che venivano poi vendute al dettaglio nei territori comunali di Monselice, Pozzonovo, San Pietro Viminario, Conselve, Tribano e Solesino.

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Per E.A. e per la moglie è scattata la misura cautelare del divieto di dimora in Veneto, provvedimento scattato anche per gli altri componenti della banda, tra cui figura anche un odontotecnico che spacciava al dettaglio la cocaina anche nel suo ambulatorio. Per quest'ultimo, la misura cautelare scelta è l'obbligo di dimora e firma.

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