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Arrestata borseggiatrice in via Mazzini: aveva un ordine di carcerazione

La donna, con precedenti per reati contro il patrimonio, aveva attirato l'attenzione degli agenti mentre si aggirava tra i turisti del centro storico

Nel primo pomeriggio di venerdì scorso, gli agenti della squadra mobile in servizio antiborseggio nel centro storico hanno notato una donna che si aggirava all’angolo tra via Mazzini e via Cappello tenendo tra le braccia un neonato e per mano un ragazzino di circa 10/12 anni.
Da diversi giorni arrivavano le segnalazioni di commercianti e turisti che indicavano alcune donne quali probabili autrici di borseggi e furti, effettuati con i figli a seguito, proprio perché sicure di destare meno sospetti.

La donna, una cittadina serba di 33 anni, è stata sottoposta a controllo ma non riusciva a dare nessuna spiegazione in ordine alla sua presenza nel centro di Verona e al posto dove, fra l’altro con i due bambini, alloggiava, per cui veniva accompagnata in Questura per gli accertamenti sull’identità.
Dallo sviluppo dei rilievi fotografici e dattiloscopici, è emerso che a carico della donna, in Italia senza fissa dimora, pendeva un provvedimento di revoca di un decreto di sospensione di ordine di carcerazione per numerosi reati contro il patrimonio, tra cui, appunto, borseggi, furti e anche una rapina impropria.

Il neonato ha necessariamente dovuto seguire la madre nel carcere di Verona Montorio, mentre il bambino di 10 anni è stato accompagnato in un istituto.
 

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