Cronaca Arcole / Piazza Guglielmo Marconi

Arcole contro la "teoria del gender" nelle scuole: per i comitati LGBT è oscurantismo

Il comitato Giordana Bruna invita a protestare sulla pagina Facebook del Comune contro il provvedimento che prevede di non erogare finanziamenti alle scuole private e paritarie che insegnano il "gender"

Il Comune di Arcole ha deliberato un provvedimento relativo alla tradizionali convenzioni stipulate con le scuole dell'infanzia e gli asili nido privati e paritari, che prevedono l'erogazione di finanziamenti pubblici per ogni iscritto agli istitituti privati. Quest'anno però è stata inserita una clausola che prevede di non versare finanziamenti a quelle scuole che introducono nel programma quella che Arcole definisce "teoria del gender". Dopo questa decisione, non si è fatta attendere la dura replica del ComitatA Giordana Bruna di Verona, attiva nella difesa dei diritti LGBT:

Verrebbe da sorridere a leggere l'articolo riportato dall'Arena di sabato 25 luglio, visto che non esiste nessun complotto legato a una fantomatica "teoria del gender", se la notizia non sottointendesse un ricatto vero e proprio: è dunque ora il Comune che decide, facendo leva sui contributi che eroga alle scuole paritarie, cosa va insegnato o meno nelle scuole? Questo compito non appartiene più al ministero dell'istruzione ma a un sindaco e alla sua Giunta? Sappiamo bene in realtà con questa postilla alla convenzione tra Comune e scuole paritarie quel che si vuole ottenere: impedire che nei negli istituti siano contemplati, oltre all'educazione di genere, anche programmi educativi di lotta all'omofobia e alla transfobia e l'educazione sessuale. Ricordiamo che i genitori che volessero "esonerare" i propri figli dall'educazione di genere prevista dal decreto "Buona Scuola" (che non è l’inesistente "ideologia del gender") uno strumento già ce l'hanno: essendo facoltativa può non essere fatta seguire dai propri innocenti pargoli. Questa grave intromissione dell'integralismo cattolico nella politica è solo l'ennesimo caso in Veneto, come la famosa creazione di un indice dei libri "gender" proibiti nelle scuole comunali dal sindaco di Venezia, ma è anche l’ennesimo episodio di una politica dell’ingerenza che la Chiesa cattolica porta avanti da anni in Italia, rivendicando (e ottenendo) privilegi indebiti (come dimostra la reazione della CEI e della Ministra Giannini alla sentenza della Corte di Cassazione sul pagamento dell’ICI) e impedendo la costruzione di una società aperta a tutte le diversità e rispettosa dell’autodeterminazione e dell’autonomia delle persone. Questi fatti sono il frutto delle centinaia di conferenze disinformative contro "il pericolo gender" tenute negli ultimi mesi in tutto il Veneto e sponsorizzate con grande energia dalle parrocchie e dal Vescovo di Verona nonché delle decine di ritrovi di Sentinelle in piedi che infestano le nostre piazze. Invitiamo tutti ma soprattutto i cittadini, i genitori e gli educatori di Arcole a far sentire la propria voce contro questo ricatto lasciando il proprio commento sulla pagina Facebook dell'Amministrazione del Comune di Arcole (VR): https://www.facebook.com/pages/Amministrazione-Negro/1419134408364405

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