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Appalti truccati per 1 miliardo di euro: le indagini arrivano a Verona

L'operazione “Grande Tagliamento”, messa in opera dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia, vede al lavoro 400 militari in diverse zone d'Italia per acquisire documentazioni ed effettuare perquisizioni e sequestri

Un sistema che avrebbe permesso di spartire a tavolino quasi 150 appalti pubblici, violando tutte le regole sulla concorrenza, per un valore di oltre un miliardo di euro, emergerebbe dall'operazione “Grande Tagliamento”, messa in opera dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia, con il supporto del Comando regionale delle Fiamme Gialle, diretta dalla sostituto procuratore della Procura isontina Valentina Bossi, con la supervisione del procuratore capo Massimo Lia.

Associazione a delinquere, turbativa d’asta, inadempimento e frodi nella pubbliche forniture, subappalti in violazione di legge e concussione, sono i reati contestati sui quali lavorano i 400 finanzieri del Comando regionale del Friuli Venezia Giulia impegnati a Nord Est e in tutta Italia in acquisizioni documentali, perquisizioni e sequestri in enti pubblici e società. 

L'INCHIESTA - I militari ipotizzano si siano verificate turbative d'asta tra le imprese coinvolte per effetto di pratiche collusive, ma anche frodi nella realizzazione di ponti, viadotti, cavalcavia, sottopassi, gallerie, piste aeroportuali che sarebbero stati costruiti utilizzando materiali difformi da quelli dichiarati. In particolare, nelle opere appaltate, non sarebbero stati impiegati materiali certificati e anche i quantitativi descritti dal capitolato sarebbero stati inferiori a quanto prescritto e fatturato, con conseguenti violazioni anche di natura ambientale.

LE GARE - In tutto, le gare appaltate per la realizzazione o la manutenzione di opere pubbliche, che sarebbero state alterate e che sono finite nel mirino della Guardia di Finanza e della procura di Gorizia, sono 150. Stando a quanto appreso, tra queste vi sarebbero anche alcune riguardanti opere e strade da realizzare nelle zone dell'Italia centrale colpite dal terremoto del 2016 tra cui la Tre Valli Umbre, con le verifiche delle Fiamme Gialle che si concentrano sul periodo va dal 2015 al 2018.

«Abbiamo attivato il monitoraggio partendo da Gorizia, dal cantiere per il rifacimento del Corso, osservando il comportamento di alcuni soggetti che successivamente ci hanno “portato in giro”. Prima li abbiamo controllati nelle attività in altre zone della regione e poi nel resto d’Italia. Si tratta di una vera e propria opera di spartizione degli appalti» ha commentato il procuratore capo di Gorizia, Massimo Lia. Il fenomeno, con le indagini che vanno avanti da 18 mesi, ha assunto dimensioni consistenti, come ha confermato anche il comandante regionale della Guardia di Finanza, Giuseppe Bottillo, con il coinvolgimento di nomi “illustri”.«All’inizio non ci attendevamo una cosa del genere — ha precisato l’alto graduato — , ma è un’attività estesa e ramificata, che coinvolge centinaia di imprese. Ci sono nomi illustri coinvolti, dal Commissariato per l’emergenza viabilità in A4, all’Anas, passando per Autovie Venete e Autostrade per l’Italia».

Da quanto si è potuto apprendere, sono diverse le sedi perquisite dai finanzieri: Commissario Delegato per l’emergenza della mobilità riguardante la A4; Autovie Venete s.p.a.; Autostrade per l’Italia s.p.a.; Friuli-Venezia Giulia Strade s.p.a.; Veneto Strade s.p.a.; Anas s.p.a.; Concessioni Autostradali Venete s.p.a.; Commissario Delegato per l'Emergenza determinatasi nel settore del traffico e della Mobilità nelle province di Treviso e Vicenza; Aeroporto Friuli-Venezia Giulia s.p.a.; Aer Tre s.p.a.; Save s.p.a.; Aeroporto “Valerio Catullo” di Verona Fillafranca s.p.a.; Aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna s.p.a.; Regione Friuli-Venezia Giulia; Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale; - Consorzio per lo sviluppo economico del monfalconese.
In tutto le indagini hanno riguardato complessivamente 120 società e 220 soggetti in 14 regioni: oltre alle tre del Nord est, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.

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