Riapertura delle scuole, il Cts: «È una priorità assoluta». Previsto l'uso delle mascherine

A scuola dal 14 settembre, questo l'obiettivo promosso anche dal Comitato tecnico scientifico

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina - foto Facebook Lucia Azzolina

La ripartenza di tutte le scuole il prossimo 14 settembre rappresenta «una priorità assoluta per il Paese». Per il raggiungimento di questo obiettivo stanno lavorando, in maniera continuativa, sinergica e coordinata sia i ministeri ad essa particolarmente interessati (ministero dell’Istruzione e della Salute), sia il Commissario Straordinario per l’Emergenza, sia il Comitato tecnico scientifico, che nella giornata di ieri, mercoledì 19 agosto, si sono riuniti in un apposito incontro in vista della ripresa. Al centro della riunione il parere del Cts del 12 agosto che resta confermato, così come è stato ribadito l'obiettivo di garantire quanto prima in tutte le scuole il necessario distanziamento interpersonale.

A tal proposito è stato riconosciuto il grande lavoro già fatto, in un’ottica di prevenzione, sulla logistica infrastrutturale, nonostante le note problematiche di edilizia scolastica presenti in determinate realtà territoriali frutto di anni di scarsa attenzione al settore dell’istruzione. Tutti gli interlocutori coinvolti stanno mettendo le loro competenze al servizio di questo obiettivo, lavorando per l’identificazione di spazi che possano utilmente complementare quelli esistenti, per l’acquisizione dei banchi (che dovrebbero iniziare ad arrivare a partire dall’8 settembre e la cui distribuzione essere completata nel mese di ottobre sull’intero territorio nazionale), per identificare percorsi che disciplinino le entrate e le uscite degli studenti, nonché i movimenti all’interno degli istituti, in maniera da evitare assembramenti. Intervenuto ai microfoni di SkyTg24 Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha spiegato: «Dobbiamo aprire le scuole. Ai ragazzi sopra i sei anni sarà chiesto di indossare la mascherina. La riapertura degli istituti scolastici è un dovere del nostro Paese, è un imperativo che dobbiamo avere nei confronti di otto milioni di studenti e di due milioni di insegnanti e di operatori del mondo della scuola».

Il confronto fra i rappresentanti dei ministeri, quelli di Inail, di Istituto superiore di Sanità e Regioni, coordinatamente con l’intero Comitato tecnico scientifico, ha portato anche alla finalizzazione di documenti puntuali che, secondo quanto si apprende dal Comitato tecnico scientifico, a breve dovrebbero essere resi pubblici. Tale documentazione permetterà ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti per l’emergenza Covid-19 da loro nominati di gestire  rigorosamente e nella maniera più efficace l’eventuale identificazione di soggetti, siano essi studenti o personale scolastico, che risultino essere contagiati. In quest’ottica, il Comitato tecnico scientifico fa sapere di aver lavorato «per un attivo coinvolgimento sia dei pediatri di libera scelta che dei medici di medicina generale, i quali saranno chiamati assieme ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali a garantire ottimale supporto alle scuole e gestione, secondo le normative vigenti, dei soggetti infettati da Sars-CoV-2 e dei loro contatti». In merito, lo stesso coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ha precisato: «Abbiamo otto milioni di studenti e due milioni di persone che lavorano, non possiamo immaginare che non avremo un caso, due casi o dieci casi. Questo è quasi una certezza. Ma il caso positivo non vorrà dire chiudere le scuole di un paese, della regione o della provincia, ma bisognerà di volta in volta esaminare il contesto, la specifica situazione e se necessario mettere in quarantena una classe o l’intera scuola. Sarà discusso di volta in volta con le strutture sanitarie locali e con il dirigente didattico e verrà studiata la soluzione più opportuna».

Il Comitato tecnico scientifico, infine, puntualizza in una nota che «le preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità non hanno motivo di esistere in base a quanto previsto dalla Legge 40 del 5 giugno 2020. Ad essi e a tutto il personale scolastico, docente e non, va anticipatamente il ringraziamento per quanto faranno con la consueta passione e professionalità per la ripresa della scuola. Questo grande sforzo, con investimento di ingenti risorse economiche, e l’impegno di tutti gli interlocutori istituzionali, fornisce chiara evidenza di quanta attenzione si stia dedicando alla problematica della riapertura in sicurezza delle attività didattiche frontali nel Paese». Sul tema sempre attualissimo dell'utilizzo della mascherina all'interno delle aule scolastiche per gli studenti a partire dal giorno della riapertura degli istituti, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ha spiegato: «Ai ragazzi sopra i sei anni sarà chiesto di portarla». Saranno comunque previste alcune deroghe e casi specifici: «Ci saranno delle condizioni particolari, - argomenta Agostino Miozzo - come ad esempio l’uso o non uso della mascherina per un ragazzo o una ragazza non udente, per un bambino o una bambina con delle difficoltà neurologiche o psicologiche oppure durante un’interrogazione». Allo stesso modo non dovrebbe essere previsto l'uso della mascherina in mensa e durante le ore di attività fisica, ma in generale l'indicazione sarà quella di utilizzarla anche all'interno delle scuole.

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