Sboarina: «Bene la riapertura dal 18 maggio, ma servono più spazi a disposizione all'aperto»

Il sindaco: «Prendo come una "buona notizia" il fatto che nella giornata di ieri sia emerso che il premier ritenga si possano aprire le attività commerciali dal 18 maggio»

 

Nel corso del punto stampa di oggi, giovedì 7 maggio, dedicato come sempre all'emergenza coronavirus, oltre al sindaco di Verona Federico Sboarina erano presenti anche i presidenti della Camera di Commercio di Verona Giuseppe Riello e di Confcommercio Verona Paolo Arena. Il primo cittadino scaligero ha esordito affrontando sin da subito alcune tematiche economiche: «Noi è da tempo che sosteniamo che le riaperture delle attività vadano fatte in virtù non dei codici Ateco, ma sulla base della sicurezza e dei protocolli. Per le attività produttive qualcosa è già avvenuto, ma c'è ancora una fase di stallo per oggi per quel che riguarda le attività commerciali, dai bar ai ristoranti, i negozi, parrucchieri, centri estetici e benessere. Noi abbiamo già fatto diverse pressioni al governo e continueremo ad insistere, - ha spiegato il sindaco Sboarina - perché la riapertura delle attività commerciali, pur sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza, è fondamentale. Su questo prendo come una "buona notizia" il fatto che nella giornata di ieri sia emerso che il premier ritenga si possano aprire le attività commerciali dal 18 maggio. Il nostro è un pressing che sta dunque avendo dei riscontri, è davvero importante che dal 18 si possa davvero riaprire perché le categorie economiche stanno davvero soffrendo».

Il sindaco di Verona ha quindi chiarito che «nel momento in cui si potranno riaprire le attività commerciali, bisognerà comunque farsi trovare pronti al fatto che i protocolli legittimeranno le riaperture sulla base di parametri che non sono quelli pre-coronavirus, e mi riferisco soprattuto agli spazi, dunque alla necessità di avere ulteriori spazi all'aperto per lo sviluppo delle attività economiche e di tenere aperto». La riapertura, ha quindi spiegato Sboarina, «deve essere sostenibile anche dal punto di vista economico, quindi alle attività vanno dati anche gli strumenti per poter tenere aperto, tra questi maggiori spazi».

Il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena ha spiegato che «il settore più colpito dalla crisi è stato sicuramente il terziario, per questo chiediamo al governo con forza che si possa riaprire, certo in sicurezza, ma aprire e con delle regole che consentano alle aziende di lavorare». Arena ha quindi aggiunto: «Siamo pronti per la "Fase 2". In queste settimane abbiamo studiato il progetto "Verona sotto le stelle" perché la nostra città possa essere leader a livello italiano di una progettualità che consenta di rispettare il distanziamento, mantenendo i posti dei plateatici. Iniziativa che potrà essere estesa alla provincia. All'inizio la ripresa avverrà con il cosiddetto "turismo di prossimità", ma siamo poi pronti per lavorare sulla promozione della città, quando sarà possibile ed opportuno impegnarci su questo e cioè quando i servizi e le offerte commerciali torneranno ad esserci». Il presidente Arena ha poi lanciato un appello ai cittadini: «Bisogna che tutti noi ci comportiamo in modo responsabile, perché farlo significa aiutare gli imprenditori e l'intera città di Verona a ripartire».

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