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Le ricerche dei sommozzatori

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Annegato sul Sarca: il sindaco accusato di omicidio colposo

Dopo la tragedia della scorsa estate arriva la denuncia della famiglia, che accusa il Comune di Torbole di non aver predisposto misure sufficienti a scongiurare episodi come quello di Slemer

Un'accusa pesante quella che ha fatto seguito alla tragica scomparsa del ventenne veronese Giacomo Slemer, annegato alle foci del Sarca la scorsa estate. L'avvocato di famiglia ha infatti presentato l'accusa di omicidio colposo per il sindaco pro tempore di Nago – Torbole, specificando nella sua denuncia come nel 2003 il vecchio sindaco, Giusepper Parolari, avesse emesso un'ordinanza di divieto di balneazione e di accesso, con tanto di segnaletica,  proprio all'isolotto che s'è formato sulla foce e da cui Slemer si è tuffato assieme alla fidanzata.

ACQUE PERICOLOSE - I rischi di un bagno in quella zona sono ben conosciuti dai residenti, ma chi arriva lì per la prima volta non ne può sapere nulla e senza le giuste precauzioni è impossibile che ne venga a conoscenza. L'unica avvertenza presente sul luogo è un cartello di divieto di balneazione, poco visibile e, soprattutto, posto lontano dall'ingresso della piccola spiaggia. Certo, dopo la tragedia che ha coinvolto il ventenne veronese è stato aggiunto un nuovo cartello, ma neanche in questo sono riportati i motivi reali di pericolo. La cosa appare ancora più grave in virtù del fatto che l'area risulta perfettamente attrezzata con ogni comfort e sempre affollata.

LA VICENDA - Slemer morì per asfissia da annegamento nella giornata di Ferragosto, ma il corpo, sprofondato a 25 metri di profondità, venne recuperato solo due giorni dopo. Il giovane, esperto nuotatore e sportivo appassionato, aveva visto che la sua ragazza era in difficoltà ed era tornato indietro per aiutarla a tornare a riva, sparendo tra i flutti. “Roberto e Daniela Slemer, i genitori di Giacomo – spiega ora l'avvocato della famiglia -  vogliono che venga fatta luce sui motivi per cui pur conoscendo il reale pericolo di quella zona, il Comune non ha predisposto strumenti tali da scongiurare simili episodi. Ormai per Giacomo è tardi, ma è desiderio dei genitori che la sua morte non sia stata vana”.

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