Cronaca Lazise / Via Gardesana

Verona. L'ultimo gesto d'amore di Andrea Mantovani: vengono donati gli organi

Colto da infarto sul campo da calcio di Sommacampagna, prima di disputare un'amichevole con la squadra del sindaco Tosi, il collaboratore del giornale L'Arena era da anni iscritto all'Aido di Lazise

Un ultimo gesto d'amore, quello di Andrea Mantovani, il giornalista colto da infarto agli impianti sportivi di Sommacampagna e deceduto poi all'ospedale di Borgo Trento nonostante i disperati tentativi dei medici di tenerlo in vita. La famiglia infatti ha acconsentito l'espianto degli organi per la donazione.

A dare comunicazione con una nota diffusa agli organi di stampa è Sergio Bazerla, che avvisa anche sulla data del funerale

La tragedia di Andrea Mantovani, il collega giornalista sportivo stroncato da un infarto sul campo calcio di Sommacampagna ha commosso tutta Lazise e moltissimi paesi della riviera veronese del Garda dove Andrea era molto conosciuto per la sua professione. Ed Andrea ha dato il meglio di se anche da morto. Ha donato i propri organi essendo uno degli iscritti della sezione AIDO di Lazise da molti anni. La sua morte, inaspettata, cinica, in giovanissima età, ha quindi contribuito a dare vita e speranza ad altri. A pazienti in attesa di trapianto, in attesa da anni. Grazie alla generosità di Andrea ora possono tornare a vivere e sperare. Ma Andrea era anche donatore di sangue dell'Avis. Credeva quindi nella generosità e nella solidarietà.
I funerali di Andrea si svolgeranno giovedì prossimo nella chiesa parrocchiale dei Santi Zenone e Martino , a Lazise, alle 10,30. La camera ardente verrà aperta alle 18 di mercoledì nella sala funeraria della Battistoli, a Bardolino, in località Campazzi. E il Santo Rosario in memoria di Andrea Mantovani verrà recitato sempre nella parrocchiale lacisiense martedì alle 20,30. Per Andrea non ci saranno fiori ma eventuali offerte alla San Martino in Calle ed al Centro Giovanile Parrocchiale - Circolo Noi.
"E' un continuo incontro fra la gente di Lazise, un contatto telefonico continuo di amici, estimatori, gente comune - precisa il suocero Giovanni Faccioli - per sostenere mia figlia Federica, le due nipotine, la mamma Maria, e noi due: io e mia moglie Clara. Sappiamo bene che ora tocca a noi rimboccarci le maniche per sostenere mia figlia e le nipotine. E' una grande tragedia ma non possiamo mollare nulla. Non possiamo lasciare nulla di intentato. Una vita davanti per due bimbe di 3 e 6 anni. Non possiamo assolutamente sottrarci. La solidarietà della gente di Lazise ci da tanta forza per continuare."

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