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Una gomitata in fase di gioco rompe la faccia all'avversario, assolto

Andrea Fiorio, in forza al Pastrengo, era stato accusato sei anni fa di aver fratturato intenzionalmente zigomi e arco dell'occhio ad un centrocampista del Garda. In primo grado era stato condannato a due mesi

Un normale fallo di gioco, anche se la vittima, in seguito al terribile colpo, era finita all'ospedale con fratture al volto e si dovette sottoporre più volte a interventi di ricostruzione. Il giocatore di calcio Andrea Fiorio, 33enne in forza al Pastrengo, è stato assolto totalmente dalle accuse di lesioni volontarie aggravate ai danni di un giocatore del Garda, di 36 anni. E' così che il Tribunale di Venezia ha ribaltato totalmente la sentenza di un anno fa: il giudice Raffaele Ferraro infatti accolse le ipotesi dell'accusa per la condanna a due mesi, poi tramutata in 2280 euro di multa e 20mila euro di risarcimento. Ieri, però, il "fallo intenzionale" non ha trovato riscontri e la Corte d'Appello ha dato ragione all'imputato.

Il fatto risale all'incontro del 21 gennaio 2007 tra Pastrengo e Garda, match valevole per il campionato di Terza categoria. Un violento scontro tra i due giocatori aveva portato un serio infortunio al centrocampista 36enne: dopo una gomitata finì infatti al Pronto soccorso con una frattura scomposta allo zigomo e all'arco orbitale destro. Per guarire i medici gli avevano pronosticato 40 giorni. Il giocatore andò sotto ai ferri, per alcuni interventi di ricostruzione maxillo-facciale e permettergli di tornare a masticare normalmente. Il primo giudice, in quel caso, fu l'arbitro: fallo intenzionale ed espulsione diretta, con squalifica a due giornate. In sede di appello, come segnalano i quotidiani locali, Fiorio si è difeso ammettendo che non era riuscito ad evitare lo scontro. Il 33enne sarebbe stato in elevazione e, nonostante il salto scomposto, l'intenzione non sarebbe stata quella di fare male all'avversario. "Stavo correndo per prendere la palla e non ricordo con che parte del corpo lo colpii", avrebbe confessato in aula. E stavolta la difesa ha retto.

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