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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Ancora una volta in manette la "Lupin" degli ospedali

Per Elena Pilan, 31enne, il sesto arresto. Ogni volta agli agenti ha raccontato una bugia diversa

Una volta aveva raccontato in lacrime di essere la moglie di un uomo ricoverato in rianimazione, un'altra, per evitare la cattura, aveva detto di avere un figlio di tre anni affidato a un istituto di suore, un'altra volta ancora aveva detto di essere una paziente in chemioterapia. Chissà quali altre bugie avrà raccontato ieri agli agenti quando è finita ancora in manette. Ormai Elena Pilan, 31enne di Vicenza, aveva affinato la tecnica. Entrava nelle stanze di ospedale fingendosi una parente del ricoverato e si portava via il suo portafoglio o qualunque altro oggetto di valore. Chi la vedeva entrare non poteva pensare che dietro alla sua bella presenza si nascondesse una ladra. Non faceva destare alcun sospetto. Poteva quindi rovistare nei cassetti inventandosi qualche scusa portandosi via soldi e carte di credito. Questo chissà per quante volte, anche perché lei era sempre all'affannosa ricerca di soldi per comprarsi dosi di eroina.

Il 3 gennaio scorso, però, qualcosa è andato storto.
La 31enne è stata arrestata dai poliziotti di Desenzano del Garda dopo che con una carta di credito e una carta d'identità rubate poco prima nell'ospedale del paese bresciano, stava tentando di acquistare un prezioso da 1.100 euro in una gioelleria di Rivoltella del Garda. Quando è finita in manette la donna ha ammesso agli agenti che quel giorno aveva rubato un portafoglio e dei soldi anche nel reparto di ginecologia del nosocomio di Borgo Roma.

Non appena gli agenti dela squadra mobile di Verona hanno ottenuto l'incartamento dell'arresto hanno collegato Elena Pilan a una serie di furti denunciati negli istituti ospedalieri veronesi. In particolare uno del novembre scorso. Dopo il furto di un portafoglio a Borgo Trento, la 31enne si era infatti recata in una filiale di una banca di San Giovanni Lupatoto e, esibendo la patente rubata, si era fatta consegnare 1.110 euro dall'addetta allo sportello. La dipendente, una volta davanti alla foto dell'arrestata, l'ha subito indicata come autrice della truffa. Elena Pilan è stata riconosciuta anche dalla compagna di stanza di ospedale della donna che allora fu derubata. L'ha tradita soprattutto un vistoso tatuaggio tra collo e spalla destra. Ora la donna dovrà rispondere dell'accusa di furto aggravato e truffa. 

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