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Amicizia e favori ad usurai: le accuse all'ex capitano dei carabinieri di Peschiera

I suoi rapporti con l'imprenditore modenese Bonini, hanno insospettito molto gli investigatori, in quanto i due si conoscevano da pochissimo tempo eppure mostravano tra loro una grande familiarità

Emergono nuovi particolari nella vicenda che ha visto coinvolto l'ex capitano dei carabinieri di Peschiera del Garda, Mario Marino, reo secondo l'accusa di aver stretto legami sfociati poi nella corruzione con alcuni imprenditori emiliani, zona in cui all'epoca dei fatti svolgeva il ruolo di capitano al comando del Radiomobile di Modena
"Una grande familiarità non giustificata da conoscenza di vecchia data, da rapporti interfamiliari o altro", che sarebbe dimostrata "dalle manifestazioni di affetto che i due si scambiano". Queste le parole, riportate dal quotidiano L'Arena, con cui il gip ha descritto la relazione tra l'ex ufficiale dei carabinieri e l'imprenditore Adamo Bonini. Una situazione che per il magistrato non sarebbe accettabile e che metterebbe l'ex militare in una condizione in cui era impossibile non sapere. 
"Qualsiasi cosa tu avessi bisogno chiamami... Per qualsiasi cosa, ricordatelo, se devi avere.. medici, chiamami sempre. Adamo ti mando un grande abbraccio", questo è uno dei passaggi delle telefonate tra i due, riportato sempre dal quotidiano scaligero. 
Marino al tempo era da poco arrivato in Emilia, e il grado di confidenza raggiunto con Bonini che emergerebbe dell'inchiesta di Guardia di Finanza e questura, risulta quanto meno sospetto. Lo stesso imprenditore avrebbe offerto al militare un trattamento di riguardo, non solo al suo ristorante ma anche prestandogli un'Audi A5 (che stando a quanto afferma L'Arena sarebbe stata di proprietà di un dipendente di Bonini, a cui ne sarebbe poi stata noleggiata una) e pagando il conto del carrozziere del figlio. 
Ma i problemi per l'ex carabiniere non si fermano qui: attualmente infatti risulta incaricato dalla Fondazione Cariverona della gestione della sicurezza del patrimonio immobiliare e della gestione dei cantieri, che ora sta valutando il da farsi. 
Bonini intanto, insieme a Rocco Ambrisi, l'altro imprenditore finito in manette insieme a lui, dovrà rispondere di estorsione e di aver presatato denaro con tassi da usuraio. Nei guai però sono finiti anche altri due carabinieri, Giuseppe Cucinotta e Rocco Caforio, che secondo il pm erano a conoscenza dei favori del capitano nei confronti dei due. Il primo soprattutto, stando all'ordinanza di custodia, sarebbe stato in rapporti così intimi con Bonini da farsi pagare addirittura una rata di un finanziamento stipulato. Cucinotta inoltre avrebbe anche svolto il ruolo di collegamento tra i due. Marino infatti avrebbe parlato con il diretto dell'ufficio delle Entrate per sistemare un problema relativo alla posizione fiscale dell'imprenditore, poi avrebbe informato della cosa proprio Cucinotta perché la riferisse proprio a Bonini. 
Lunedì l'ex ufficiale ora in congendo, verrà interrogato dalla Procura di Modena.

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