Amia: «Collaborazione massima con procura». Bertucco vuole la «commissione d'indagine»

Il Cda di Amia ha annunciato una seduta del Consiglio di amministrazione «per discutere dell’assegnazione temporanea delle deleghe attualmente in carico al direttore generale»

Il presidente di Amia Bruno Tacchella - immagine d'archivio

«Massima collaborazione con la Procura, con la quale vi è sempre stata fin dall’inizio del nostro mandato la totale disponibilità nel segno della più assoluta trasparenza. Martedì sarà convocata una seduta del Consiglio di amministrazione per discutere dell’assegnazione temporanea delle deleghe attualmente in carico al direttore generale. Mentre le indagini faranno il loro corso Amia continuerà il suo operato e le sue attività con grande impegno ed operatività». Così i componenti dell’attuale Cda di Amia, presieduto da Bruno Tacchella, intervengono in una nota sulle indagini della DDA di Venezia che in queste ore hanno riguardato anche la società di via Avesani che si occupa della raccolta rifiuti a Verona.

«Proprio la settimana scorsa abbiamo presentato il bilancio aziendale del 2019 con un utile di oltre 1 milione di euro interamente destinato a copertura parziale delle perdite pregresse ereditate dal precedente management. - si legge sempre nella nota a firma del Cda di Amia - Abbiamo approvato nei mesi scorsi rigidi e severi regolamenti e linee guida che regolano il settore degli appalti e della sicurezza sul posto di lavoro, continuando ad investire risorse e mezzi per il bene della città e per la collettività. Dispiace che queste indagini feriscano l’immagine di una società sana, operativa, trasparente, efficiente e oggi anche con i conti in ordine. Una ferita per la nostra azienda e per la nostra città che ci auguriamo possa essere presto sanata e chiarita».

Nel frattempo, circa il presunto coinvolgimento da parte di Amia, azienda partecipata al 100% dal Comune di Verona tramite Agsm Verona SpA, sono giunti numerosi commenti da parte di esponenti della politca locale. La consigliera comunale del Pd Elisa La Paglia già ieri scriveva in un post su Facebook: «Veder accostata Amia ad accuse così gravi mi indigna come veronese e come amministratrice, l'azienda attraversa già numerose difficoltà e incertezze, occorre che la magistratura faccia il suo lavoro e profonda pulizia delle mele marce e del sistema che potrebbero aver permesso tale infiltrazione nel braccio operativo del Comune di Verona». 

Questa mattina anche il sindaco di Verona Federico Sboarina, pur non volendo commentare «le indagini che sono ancora in corso» e preferendo «aspettare il giudicato», ha detto chiaramente di augurarsi che «possano dimostrare la loro estraneità le persone che hanno ricoperto o ricoprono ruoli amministrativi». Un riferimento, evidentemente, anche per l'appunto a quanto sta avvenendo in relazione ad Amia, tanto che il sindaco ha poi aggiunto: «Questa mattina mi sono confrontato anche con il presidente Finocchiaro (presidente di Agsm Verona Daniele Finocchiaro, ndr) perché come holding, voi sapete che Amia è inserita in Agsm, si senta con il presidente di Amia Tacchella per decidere quali provvedimenti prendere in virtù di quello che è successo. Mi riferisco, - ha aggiunto sempre il sindaco di Verona Federico Sboarina - a chi all'interno dell'azienda ricopre delle posizioni apicali, e che quindi mi comunichino quali sono i provvedimenti che intendono prendere».

Ancor più severo ed esplicito in queste ore è stato quindi l'intervento sull'argomento da parte del consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, il quale in una nota sottolinea che «i tentativi di infiltrazione ‘ndraghetisti non sono di oggi, il sottoscritto li denuncia da anni, alla luce di quanto rivelano le inchieste della magistratura, quelle giornalistiche e le interdittive prefettizie». Lo stesso consigliere veronese Michele Bertucco, inoltre, aggiunge: «C’è il coinvolgimento di un'azienda pubblica attraverso le sue posizioni apicali, l’ex presidente Miglioranzi e il direttore Cozzolotto, una carica politica (recentemente accolta in un partito di maggioranza, Fratelli d'Italia) e una dirigenziale. Chiedo pertanto, - ha puntualizzato il consigliere Michele Bertucco - venga attivata la commissione comunale di indagine prevista dall’articolo 14 del regolamento del consiglio comunale. Senza inutili equivoci o infingimenti a cui abbiamo assistito in passato: lo scopo della commissione, - ha concluso Bertucco - non è quello di sostituirsi agli organi inquirenti ma di impedire che le aziende comunali diventino luoghi di malaffare».

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