Cronaca Caprino Veronese / Via Chiesa

Alpinisti veronesi aprono una nuova via sul Monte Baldo

Una cordata di scalatori ha aperto un percorso sulla roccia di altissima difficoltà, del settimo grado costante con passaggi di ottavo, sulla bastionata che guarda la vallata dell'Adige sopra Avio di Trento a 1298 metri di altitudine

Una cordata veronese ha aperto una nuova via di roccia di altissima difficoltà, del settimo grado costante con passaggi di ottavo, su di una bastionata del monte Baldo che guarda la vallata dell'Adige sopra Avio di Trento. E' di 200 metri il dislivello dell'itinerario, tracciato dal neoaccademico del Cai Cristiano Pastorello, 36 anni, con l'esploratore dell'alpinismo atesino Beppe Vidali, 53 anni e Fabio de Marchi, 27, sotto il Corno di Corlach (1.298 metri di altitudine), in quattro tornate e otto tiri di corda, con roccia rossa di placche e tetti aggettanti, divisa da stratificazioni e traversi esposti su pilastri, fessure e superfici a gocce e rugosità appena percettibili.

La via è stata dedicata ai pionieri veronesi dell'oltre il sesto grado degli anni Settanta, gli accademici del Cai Milo Navasa ( 1925-2009) e Claudio Dal Bosco (1934-1991), autori di imprese e nuove ascensioni su tutto l'arco alpino memorabili, ora ripetute dagli arrampicatori di punta dell'alpinismo europeo. L'itinerario, che segue una logica estetica priva di mezzi artificiali, ha richiesto solo 15 chiodi a pressione fra soste e sicurezze delle tratte. Gli apritori della via "A Milo e Claudio" sono membri della Libera associazione alpinisti chiodatori di Caprino Veronese. Oltre l'alta bancata percorsa gli autori della prima salita si propongono adesso di superare le due successive, inframmezzate da grandi cenge boscose frequentate solo da branchi di camosci.

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