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Alluvione, sono raddoppiati i Comuni a caccia di soldi

Alluvione, sono raddoppiati i Comuni a caccia di soldi

Alluvione, sono raddoppiati i Comuni a caccia di soldi

All'inizio erano solo diciotto, ora sono quaranta. Zigiotto: "Faremo tutte le verifiche necessarie"

Durante i giorni dell'emergenza erano diciotto i Comuni veronesi che hanno dichiarato di avere subito danni. Ma nella lista arrivata in Regione il loro numero è più che raddoppiato. Sono quaranta infatti le amministrazioni locali che hanno richiesto i fondi di emergenza stanziati dal Governo. Per un ammontare totale di poco meno di novantaquattro milioni di euro. Cifra destinata a lievitare sensibilmente, dato che mancano all'appello le documentazioni di quattro amministrazioni locali. Si sfioreranno i cento milioni, a fronte dei trecentoventi messi a disposizione per tutto il Veneto.

E' possibile che qualche "furbetto" stia tentando di essere della partita, al posto di starsene in tribuna. "Ci fidiamo - ha commentato l'assessore alla Protezione Civile Giuliano Zigiotto - per una ventina di Comuni dobbiamo ancora controllare la compatibilità delle richieste. Potrebbero essere state inserite opere per cui i soldi sono già stati stanziati". E' il caso di Selva di Progno, probabilmente. Che ha dichiarato danni per 447mila euro. La Provincia, però, ha già messo sul piatto le risorse per la messa in sicurezza della zona. Non servirebbero aiuti statali.

Ai trentanove milioni circa richiesti da Soave e Monteforte d'Alpone, nella lista si aggiungono i seicentomila di Badia Calavena o i cinquecentomila di Roncà, per esempio. Nei prossimi giorni i tecnici della Provincia controlleranno la congruità delle richieste. Il governatore del Veneto Luca Zaia, e commissario governativo per la gestione dell'emergenza, si è detto stupito della presenza di domande di danni da parte di Comuni che non sembrano essere stati colpiti dalle alluvioni: "Li valuteremo tutti - ha ribadito - ma i furbetti si mettano il cuore in pace, stavolta resteranno a becco asciutto".

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