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Dopo l'alluvione si contano i danni: ecco tutte le strade che è meglio evitare

Montorio è stata la zona dell'area urbana più colpita ma i problemi si sono registrati un po' ovunque, con i vigili del fuoco costretti ad effettuare 180 interventi.

Una giornata lunghissima quella di ieri per la polizia municipale e i volontari della protezione civile, chiamati ad intervenire in merito ai disagi causati dal maltempo che si è abbattuto sulla provincia scaligera in questi giorni. 

Quella di Montorio è stata la zona che più ha risentito delle precipitazioni dei giorni scorsi, ma non è certamente l'unica. Diversi cedimenti sono avvenuti nella zona di Moruri e a Magrano, rispettivamente nelle contrade Duello e La Costa, dove oltre ai vigili urbani sono dovuti interventire i tecnici dell'ottava circoscrizione.

Anche sulle Torricelle la situazione non era delle migliori nella giornata di ieri. La pioggia infatti aveva riempito un bacino lungo strada Castellana e messo in pericolo una casa sottostante per un possibile allagamento. L'allarme è poi rientrato una volta cessate le precipitazioni, con il terreno che è riuscito ad assorbire l'acqua caduta. 

Problemi di minore entità si sono verificati in via del Fante, in via Turbina e a Breccia San Giorgio, dove alcuni tombini sono stati dannegiati e si sono create diverse buche. 

Lo svuotamento dall'acqua e dal fango di alcune cantine ha tenuto impegnati i volontari della protezione civile, che sono intervenuti a Caldierino e poi ancora a Montorio in via Spalato, a Ponte Florio e in via Lanificio. Per svolgere questo lavoro sono state utilizzate le cisterne di Amia, dei vigili del fuoco e della protezione civile, ma anche macchinari privati di alcuni cittadini che si sono messi a disposizione della comunità. 

L'esondazione della Fossa Morandina a Porto San Pancrazio ha provocato anche in questo caso l'allagamento di diverse cantine, con Ana e i pompieri impegnati nel tentativo di arginare l'acqua. Simili problematiche si sono registrate a Trezzolano e Pigozzo, alcuni abitanti della zona si sono trovati con i piani più bassi della casa pieni d'acqua. 

Ad essere sommersa dall'acqua è stata invece una centrale elettrica in via Magellano, mentre sono state rese impraticabili diverse strade cittadine tra cui: via Zenari, via Bisano, via Sasse, via delle Rive. 

Tornando a Montorio, il fiumr Fibbio ha superato i propri argini, rendendo impraticabili piazzale Buccari, via Guerrina e via Pedrotta.

Alla fine sono stati 180 gli interventi dei vigili del fuoco che hanno impegnato 75 uomini. Sono arrivati rinforzi anche da Belluno, Rovigo, Forlì, Bologna e Padova.

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