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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Al Vinitaly tra mondo digitale e social network

Informazione ma anche controllo e tracciabilit al convegno "Vino e Web"

La rete di internet come opportunità da cogliere velocemente per emergere in un mondo fatto di centinaia di migliaia di etichette: queste le linee guida uscite dal convegno organizzato da Vinitaly dal titolo “Vino, Web e Social Network: opportunità e responsabilità”, che ha posto però anche all’attenzione il problema del controllo e della tracciabilità delle informazioni messe in rete.

Un convegno che proprio grazie a un social network come Twitter e ai blogger presenti ai lavori è stato seguito in tempo reale da migliaia di utenti al di fuori delle mura della sala conferenze. Internet e i vari social network quali i blog, Twitter, Facebook, ma anche YouTube sono il nuovo strumento di comunicazione che può permettere anche ai piccoli produttori vitivinicoli di entrare direttamente in contatto con i consumatori, per farsi conoscere ma anche per “conversare” in tempo reale dei loro gusti e delle tendenze in atto senza intermediazioni. Dall’altra parte, i consumatori per la prima volta possono scegliere e scambiarsi opinioni direttamente, tanto che ormai l’80% delle persone si informa su internet prima di fare un acquisto importante e il 70% confronta i prezzi sulla rete. Si tratta di un nuovo modo di fare marketing, a prezzi accessibili e con attività mirate e facilmente verificabili nei risultati che permettono di o ttimizzare le risorse, pur andando a colpire puntualmente il singolo potenziale cliente.

Molto si basa sul passaparola, e questo dà al consumatore un potere mai avuto prima. Che lo strumento di internet abbia enormi potenzialità per il settore enologico lo dimostra il fatto che il vino compare in quasi il 2% delle conversazioni in rete che si svolgono nelle principali lingue europee, per un totale di 105 mila conversazioni ogni giorno. Ma a chi non la conosce la rete fa paura, e anche tra gli operatori dell’informazione c’è forte la preoccupazione che, essendo alla portata di tutti, i blog e i social network possano diventare strumento per decidere anche la cattiva sorte di un’azienda, attraverso la diffusione di false informazioni. Al controllo e alle regole imposte, però, tra chi utilizza la rete prevale l’idea che sia meglio l’autocontrollo, da raggiungere magari attraverso un codice etico condiviso, ferma restando la capacità, già dimostrata dalla rete, di scoprire e subito isolare chi sbaglia o chi non si dimostra credibile.

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