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Cronaca

Al Catullo sbarca Ryanair e stravolge l'aeroporto

L'accordo col vettore irlandese porter alla costruzione di un nuovo terminal per i low cost

All’aeroporto Catullo di Villafranca arriva la compagnia low cost Ryanair e lo scalo cambia volto. Durante la presentazione della nuova partnership tra Aeroporti del Garda e la compagnia aerea irlandese, il più importante vettore a basso costo al mondo, il presidente della stazione aeroportuale veronese Fabio Bortolazzi ha annunciato che, nel prossimo futuro, verrà costruito un nuovo terminal ad hoc per le compagnie low cost.

Si è trattata solo di un'anticipazione, infatti il progetto verrà presentato ufficialmente, in pompa magna, durante la prossima assemblea dei soci di Aeroporti del Garda in programma per il prossimo 28 giugno. Lo scalo veronese, quindi, ha deciso non solo di seguire il mercato dei voli a basso costo, ma addirittura di assecondarlo creando una struttura dedicata. Nel prossimo futuro saranno due i terminal, uno dedicato ai voli di linea e charter ed un'altro pensato esclusivaamente per i vettori low cost. L’arrivo di Ryanair, quindi, stravolge sia i piani di volo degli aeroporti di Brescia-Montichiari e di Verona-Villafranca, sia la struttura del Catullo stesso. Il tutto parte dall’accordo, stipulato tra i vertici del Catullo e quelli della compagnia irlandese, di collegare Verona, attraverso il vettore low cost, con Londra, Cagliari e Bruxelles.

Le nuove rotte, che prenderanno il volo nel prossimo autunno, sono solo il primo “mattone” del progetto sviluppato da Aeroporti del Garda e Ryanair. “Insieme vogliamo costruire non una casa, ma un vero e proprio condominio”, ha commentato il presidente Bortolazzi rivolgendosi a Melisa Corrigan, responsabile area manager del vettore irlandese. Questo è stato confermato dalla stessa Corrigan, che ha detto: “Quando decidiamo di operare su un aeroporto lo facciamo per crescere e sviluppare il mercato”.

Poi la dirigente della compagnia low cost, che parla un ottimo italiano essendo per metà irlandese e per metà italiana, ha aggiunto scherzando: “Si può dire che quando arriviamo in un posto noi lo colonizziamo e ci espandiamo”. Infatti, l’intenzione del vettore è aggiungere annualmente almeno un paio di rotte: “Perché crediamo che Verona sia un bacino d’utenza importante. Sia situata in un posto strategico che serve anche le province vicine come Trento, Bolzano, Vicenza, Mantova e Brescia e che abbia grandi possibilità di crescita”.

Per questo progetto Ryanair intende coinvolgere anche gli enti e le associazioni locali, creando insieme un piano di sviluppo turistico che sappia abbracciare tutte le esigenze, sia da parte del vettore stesso, che da parte dell’aeroporto e del territorio sul quale insiste. In tutto questo a perderci sembra essere lo scalo di Brescia-Montichiari.


Ryanair attualmente sta operando nello scalo lombardo, ma avendo individuato dell’area di Verona nuove e più ampie opportunità per aumentare la propria attività, ha deciso di lasciare il D’Annunzio all’asciutto. “Abbiamo fatto uno studio di mercato – ha specificato Melisa Corrigan – e ci siamo accorti che Brescia non può offrire quelle garanzie di crescita aziendale che, invece, offre Verona”. Questo conferma, quindi, che nelle intenzioni della società Aeroporti del Garda di affermare il Catullo come aeroporto passeggeri e sviluppare il D’Annunzio come scalo cargo.

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